Gli Investimenti Finanziari a 360°.

Hedging

Hedging è l’insieme delle operazioni di copertura del rischio, che possono essere implementate in una strategia di investimento.

Come è noto a chiunque si sia mai avvicinato al mondo degli investimenti finanziari, ogni tipo di operazione, di breve o lungo periodo, incorpora dei rischi. Con l’hedging si può provare a distribuire questo rischio e, in parte, a neutralizzarlo.

Nella guida di oggi cercheremo di comprendere appunto quali possono essere le strategie di hedging, quali sono i rischi dai quali dobbiamo necessariamente proteggerci e come operare per implementare questo tipo di “strumento“, se così vogliamo chiamarlo.

Siamo davanti ad un complesso di strategie molto complesse, che dall’altro lato presuppongono una buona conoscenza dei mercati e degli asset che li compongono.

Hedging cos’è: significato

L’hedging altro non è che l’insieme degli strumenti di copertura del rischio, che vengono associati ad un investimento principale.

La definizione di scuola è sempre il nostro punto di partenza, ma siamo ben consci del fatto che siamo davanti a qualcosa di fondamentalmente oscuro per chi non ha già grande dimestichezza con i mercati.

Per questo partiremo dal capire, nel prossimo paragrafo, in che cosa consiste l’hedging finanziario, accompagnando la nostra spiegazione anche degli esempi pratici che aiuteranno a comprendere maggiormente la vera natura dell’hedging.

Hedging: cos'è e come funziona questa strategia d'investimento a copertura del rischio.
L’hedging permette di ridurre i rischi dovuti all’esposizione su taluni mercati

Qui nello specifico, a scopo introduttivo, possiamo limitare il campo di applicazione di questa tecnica: un investimento è in hedging quando è attivato allo scopo di proteggersi dai rischi derivanti da un altro investimento.

Hedging finanziario: in che cosa consiste

L’hedging finanziario consiste nel ricorrere ad investimenti paralleli ad altri, che sono accesi semplicemente per coprire parte dei rischi derivanti dall’altro investimento.

Quando apriamo una posizione che possiamo definire come di hedging, non la stiamo pertanto aprendo autonomamente, ma lo stiamo facendo come copertura ad altri tipi di posizione.

È il caso tipico, ad esempio, di chi decide di acquistare dei CFD sull’oro allo scopo di coprirsi da eventuali rischi di investimenti ciclici, come possono essere quelli sulle azioni.

L’oro è tipicamente un bene anti-ciclico e quindi è scelto sempre da chi invece è esposto sui mercati con beni tipicamente ciclici, ovvero che seguono in genere l’andamento dell’economia a livello mondiale.

Altro caso può essere quello di investire su settori che sono inversamente correlati: se si è esposti grandemente su titoli di un determinato comparto, investire magari in leva su settori che procedono in senso inverso, può aiutare a ridurre il rischio.

Hedging, strategia di copertura rischio finanziario: approfondimento

Per andare ad utilizzare l’hedging nel modo corretto è assolutamente necessario conoscere diversi aspetti dei mercati. In questa fase andremo proprio ad analizzare quello che si deve conoscere, per una buona strategia di hedging in relazione a mercati, particolari tipi di rischio e strategie di breve, medio e lungo periodo.

Partiamo dicendo che le strategie di hedging sono in larghissima parte complesse e presuppongono un livello di conoscenze, da parte del trader, importante.

Non di meno però riteniamo che il nucleo di conoscenze che andremo ad approfondire ulteriormente nel corso di questa sezione debbano far parte del bagaglio necessario, per qualunque investitore, per investire in modo efficace e massimizzando le possibilità di profitto.

Quello che vogliamo dire è che se qualcuno dei concetti che verranno espressi qui di seguito non dovessero essere chiari, andranno debitamente approfonditi non soltanto prima di applicare l’hedging, ma più in generale prima di iniziare a fare trading.

Hedging e protezione dai diversi tipi di rischio

Dovrebbe essere già chiaro a questo punto della nostra trattazione che l’hedging serve per proteggersi dai rischi che derivano da particolari posizioni che abbiamo già aperto sul mercato.

Non tutti i rischi del trading on-line e degli investimenti però devono essere considerati come uguali. E non parliamo soltanto di quantità, ma anche di qualità propria del rischio. Di seguito andremo a riassumere quelle che sono le tipologie di rischio più importanti che dovremo valutare.

  • Commodity Risk

Ovvero il rischio che deriva dalle materie prime ovvero da fluttuazioni particolarmente importanti del valore di queste sui mercati. Sappiamo già che gli investimenti in materie prime sono tra i più rischiosi e volatili.

Oro hedging
L’oro viene utilizzato spesso per hedging nei confronti dei mercati ciclici

Quello che ci interessa stabilire in questa sezione è che il commodity risk è particolare e diverso dagli altri proprio perché siamo davanti a qualcosa che può essere ampiamente sconnesso dal mercato e dalla domanda di alcuni beni. In aggiunta il commodity risk finisce per ripercuotersi su tutti i soggetti coinvolti nell’utilizzo, diretto e indiretto, delle materie prime.

  • Credit risk

È il rischio che abbiamo quando investiamo in obbligazioni. Quando scegliamo di investire in un titolo di questo tipo, il rischio principale è quello che l’emittente del titolo non sia in grado di rimborsare, a scadenza, il titolo. Lo stesso vale ovviamente sia che si tratti di obbligazioni statali che di obbligazioni corporate.

  • Currency Risk

È il rischio incorporato in tutti quegli investimenti che possiamo fare tramite valuta straniera. Immaginiamo di acquistare un ETF Oro, il quale sarà quasi certamente quotato in Dollari. Oltre al rischio dello strumento stesso, stiamo incorrendo nel rischio che il dollaro USA si deprezzi, nel durante, nei confronti dell’Euro, che è la nostra valuta di riferimento.

  • Interest rate risk

È forse il più complesso da comprendere, almeno per chi non ha grande dimestichezza con il mercato delle obbligazioni. Immaginiamo di acquistare un bond con rendimento 1% annuo, scadenza a 20 anni.

Immaginiamo che dopo qualche anno gli interessi medi interbancari siano saliti a dismisura, sfondando magari il 2% o il 3%. In quel caso il nostro titolo renderebbe una percentuale più bassa dei tassi medi nell’economia di riferimento. Con ovvio detrimento per il rendimento del nostro investimento.

  • Equity Risk

L’equity risk è – dovrebbe essere già comprensibile dal nome – il rischio insito nei titoli azionari. Si tratta di un rischio molto semplice da comprendere. Quando valutiamo un Equity risk, stiamo valutando il rischio che quell’asset si deprezzi nel tempo.

Sono questi i rischi più importanti che vanno valutati quando vogliamo comprendere il funzionamento dell’hedging.

Strumenti finanziari per fare hedging

I mercati finanziari oggi offrono una grandissima varietà di strumenti che possono essere utili a chi vuole fare hedging su un determinato titolo o su un portafoglio di titoli.

Anzi, ci sono strumenti, come ad esempio i futures, che sono nati proprio come strumenti di hedging, senza alcun tipo di utilizzo alternativo.

Rimangono lo strumento maggiormente utile per chi vuole fare hedging e spiegheremo subito il perché. Perché appunto sono strumenti di investimento al margine e quindi permettono di investire piccole somme, coprire con il proprio capitale solo le eventuali perdite e soprattutto di utilizzare la leva finanziaria, utilissima appunto quando vogliamo fare hedging.

Immaginiamo di voler fare hedging sulle Azioni ENI, titolo che sappiamo essere correlato direttamente con il prezzo del petrolio e del gas naturale. Acquisteremo da un lato azioni ENI, dall’altro vorremmo coprirci contro un calo del prezzo del petrolio.

Acquistiamo pertanto CFD sul petrolio in vendita allo scoperto (altra possibilità unica offerta dai CFD) e siccome non potremo impegnare capitali pari a quelli che abbiamo utilizzato per l’acquisto di azioni ENI, utilizzeremo la leva finanziaria per aumentare il fattore moltiplicativo del nostro investimento corto sul petrolio.

Così potremo proteggerci dal commodity risk insito nelle azioni ENI, pur investendo una frazione di quello che abbiamo investito. Una strategia di questo tipo si può testare con la demo di broker che offrono entrambi i mercati e che pertanto sono in grado di offrire strumenti di questo tipo.

  • Opzioni

Le opzioni sono strumenti derivati – secondo la stampa non specialistica autentici contratti da speculatori – che in realtà svolgono un ruolo importantissimo nel sistema economico, soprattutto a livello di hedging.

Sul funzionamento specifico delle Opzioni rimandiamo ad ulteriori approfondimenti, ci limiteremo a descriverne il funzionamento in tema di hedging in questa guida: quando acquistiamo un’opzione stiamo fondamentalmente acquistando il diritto, ma non l’obbligo di acquistare un determinato titolo ad un certo prezzo, a scadenza.

L’esempio tipico di un’opzione è un contratto che preveda l’acquisto di 1.000 euro in azioni Tesla a 3 mesi, immaginiamo oggi che scriviamo, al 31 Dicembre 2020 e immaginiamo al prezzo di 540 USD per azione.

Se a scadenza dell’azione il titolo varrà più di 540 USD, converrà acquistarlo, in caso contrario ci basterà non esercitare l’opzione e avremo perso solo il costo del contratto – in genere molto basso rispetto al rischio coperto.

Immaginiamo ora di avere a disposizione uno strumento di questo tipo in hedging su di un altro titolo. Siamo esposti, a scopo di esempio, su un portafoglio azionario fortemente correlato al livello di produttività dell’economia mondiale.

L’oro è notoriamente anti-ciclico e dunque potremmo acquistare un’opzione sull’oro, a prezzo che determineremo, a scadenza periodica. Nel caso in cui le cose dovessero andare per il peggio, l’oro si apprezzerà e esercitare la nostra opzione sarà conveniente, coprendo in parte le perdite che avremo riportato con il nostro portafoglio azionario.

In caso contrario basterà non esercitare l’opzione e perdere soltanto il costo del contratto stesso. Uno strumento utilissimo per chi vuole coprirsi da taluni rischi con un costo di “assicurazione” molto basso.

  • Futures

I futures in realtà sono nati proprio come strumento di hedging. Erano utilizzatissimi – e continuano ad esserlo – sulle materie prime e hanno avuto un fortissimo sviluppo proprio per la loro capacità di coprire i rischi dei coltivatori.

Il coltivatore deve prendere decisioni sulle colture da piantare oggi, mentre venderà soltanto tra 1 anno (o poco meno o poco più, a seconda della coltura specifica). In un business di questo tipo ci sono enormi variabili, molte delle quali assolutamente imprevedibili, di cui tenere conto. La quantità e qualità del raccolto, il prezzo che queste materie prime avranno una volta arrivate sul mercato.

Al fine di pianificare in modo migliore i suoi raccolti, può acquistare pertanto contratti futures che gli daranno diritto a vendere il mais, o il cotone, o ancora il cacao, al prezzo che conosce già oggi. Eventuali oscillazioni nel prezzo e anche discostamenti anche importanti dal prezzo del Future saranno sopportati da chi quel future l’ha comprato.

Questo approfondimento dovrebbe dunque lasciarci con due convinzioni: la prima è che esistono tanti e diversi strumenti per fare hedging – di cui appunto i CFD sono sicuramente quello più pratico e più accessibile per i piccoli investitori.

La seconda è che gli strumenti derivati sono nati, in larghissima parte, proprio per accomodare questo specifico tipo di esigenze: non sono dunque uno strumento diabolico, ma la salvezza di una grossa fetta dell’economia reale.

Hedging: esempio pratico

Passiamo ad un esempio pratico di hedging per chi è esposto sul mercato azionario, utilizzando strumenti semplici come le azioni da un lato e i CFD dall’altra. Dato che abbiamo già illustrato un esempio di come fare hedging con l’oro, questo nostro nuovo esempio invece verterà sulla possibilità di proteggersi dal rischio di cambio.

Talvolta anche Bitcoin viene utilizzato per hedging

Immaginiamo pertanto di voler acquistare titoli su di un indice prezzato in Dollari USA – il caso del NASDAQ sarà più che utile alla nostra casa. Scegliamo un’ottima piattaforma che ci permette di investire in indici e procediamo all’acquisto di titoli che seguano l’andamento del NASDAQ in sé. Abbiamo ora in portafoglio un titolo che è prezzato in USD e che dunque, nel caso in cui EUR dovesse apprezzarsi contro il dollaro stesso, vedrebbe i suoi rendimenti assolutamente compressi.

L’esempio matematico è estremamente semplice da fare: se il nostro titolo sull’indice NASDAQ dovesse fare +5% e nel frattempo EUR/USD dovesse fare +7%, non avremmo guadagnato granché. Anzi, avremmo perso in termini reali espressi in euro, il 2%.

In questo caso si può facilmente fare hedging investendo per la stessa somma complessiva su EUR/USD e andando long, ovvero puntando sul rialzo dell’Euro nei confronti del dollaro.

Nel caso in cui dovesse dunque verificarsi l’ipotesi che abbiamo immaginato poco sopra, ci troveremmo ad aver incassato +5% del NASDAQ e comunque ad aver guadagnato anche quel 7% di apprezzamento di EUR su USD. Saremo dunque comunque a +5% complessivo.

  • L’importanza della leva finanziaria per l’hedging

Abbiamo fatto l’esempio di una copertura in hedging di un investimento su portafoglio azionario in valuta estera proprio per sottolineare l’importanza che può rivestire la leva finanziaria. Immaginiamo di aver investito 1.000 euro su NASDAQ. In assenza di leva, per avere lo stesso grado di copertura, avremmo dovuto investire 1.000 euro su EUR/USD.

Invece il fatto che ESMA riconosca al Forex la possibilità di poter operare in leva 1:30 ci permette di investire… un trentesimo per avere la stessa copertura. Ovvero anche soltanto 33 euro per coprire 1.000 euro di investimenti senza leva in altro settore.

Un vantaggio enorme e – almeno a nostro modo di vedere le cose, l’unico modo utile per applicare la leva finanziaria in modo intelligente ai nostri investimenti e ai nostri capitali.

Hedging forex: cos’è e come funziona

Hedging assume, nel mondo del Forex, lo stesso identico significato. Va segnalato a questo scopo che quando si parla di hedging forex, non si dovrebbe parlare assolutamente di strumenti di ordini condizionali e neanche di modalità di impostazione ordine.

Questi sono infatti strumenti che più propriamente appartengono alle tecniche di trading e che non hanno nulla a che fare con l’hedging in senso stretto. Partiremo pertanto dall’analizzare quello che alcuni colleghi – prendendo una cantonata importante – ritengono essere strumenti di hedging sul trading Forex:

  • Ordini condizionali

Come lo stop loss, che appunto permette alle posizioni di esser chiuse automaticamente nel caso in cui si scenda sotto un determinato prezzo, o meglio, quando si raggiunge un determinato quantitativo di perdite. Purtroppo è uno strumento sicuramente utile, che noi stessi invitiamo ad utilizzare non solo sul Forex, ma su qualunque tipo di investimento sia in portafoglio.

Ma non è uno strumento di hedging: si tratta esclusivamente di un accorgimento tecnico che può limitare le perdite, ma che non copre il rischio del trading Forex con un investimento collaterale.

  • Doppio ordine

Il sistema del doppio ordine è un po’ la scoperta dell’acqua calda, nonché particolarmente inutile in un mondo, quello del Forex, dove si paga spread a livello di commissioni di trading e non un fisso.

L’idea di fondo – secondo noi particolarmente semplice – è quella di aprire una posizione contraria nel caso in cui la coppia che abbiamo scelto non si stesse muovendo nella direzione che immaginavamo. Facciamo l’esempio di aver puntato su EUR/USD in quota 1,1235, pensando che l’Euro sarebbe andato ad apprezzarsi sul dollaro.

Piazziamo l’ordine, e invece è il dollaro che si apprezza nei confronti dell’Euro. Secondo i fautori del doppio ordine, dovremo andare ad aprire questa volta una posizione al contrario, ovvero in short su EUR/USD, puntando appunto sul dollaro. Quando sarà chiara la nuova direzione, potremo decidere quale delle due tenere aperta.

Il vantaggio rispetto al chiudere la vecchia posizione e poi riaprirla in caso di inversione del trend è esattamente zero. Può esser comoda graficamente, ma nulla di più.

  • Il vero hedging sul Forex

L’hedging sul Forex è estremamente complicato, perché presuppone tutta una serie di conoscenze s cosa possa muovere il valore di una valuta o di un’altra. Bisogna conoscere a menadito l’impatto delle notizie del calendario economico e cercare di prevedere la concatenazione degli eventi innescati da notizie di carattere macroeconomico. Non è sempre facile, non è sempre utile, non è sempre di implementazione vantaggiosa rispetto ai rischi che effettivamente si corrono nel mondo del Forex.

Riteniamo che il Forex sia, per chi sta muovendo i primi passi, uno strumento di hedging e non un mercato sul quale fare hedging, fatte salve le buone pratiche di diversificazione all’interno del propri portafoglio.

Hedging nel trading: consigli utili

Passiamo, prima di salutarci, ad alcuni consigli utili per chi vuole cominciare ad utilizzare seriamente l’hedging all’interno delle proprie strategie di trading. Consigli che non possiamo che ritenere fondamentali, soprattutto per chi sta muovendo i primi passi sui mercati.

  • L’hedging diminuisce il rischio, ma anche il potenziale guadagno

Anche questo deve essere considerato prima di valutare strategie di hedging. Non sono a costo zero. Comprare un’opzione ha un costo fisso, un CFD in senso inverso ha dei costi di commissione e nel caso in cui l’investimento principale dovesse andare nel senso auspicato, il CFD incasserebbe delle perdite importanti, controbilanciando il guadagno che abbiamo ottenuto.

La regola fondamentale della finanza si manifesta anche in questo caso: ad una certa quantità di rischio corrisponde una certa potenziale quantità di guadagno. L’unico modo per ridurre il rischio è quello di ridurre i potenziali guadagni che otterremmo sul mercato.

  • L’hedging presuppone studi approfonditi

Per non complicare le cose, nel corso della nostra guida abbiamo fatto degli esempi di hedging di scuola, come quello della correlazione inversa tra oro e mercato azionario. Le interazioni sui mercati possono però essere molto complesse e impostare una strategia di hedging efficace può diventare altrettanto complesso.

Mai approntare strategie di hedging che non siano basate su considerazioni profonde e su studi prolungati dei mercati che vogliamo coinvolgere.

  • L’analisi fondamentale è… fondamentale

Per investimenti di lungo periodo che vogliamo tutelare tramite hedging, è assolutamente necessario comprendere i concetti dell’analisi fondamentale e saperli applicare anche a quanto sceglieremo in qualità di asset collaterale per fare hedging.

  • L’hedging può aiutare a modulare il rischio

Non è detto che dovremo aprire posizioni a copertura totale del rischio che abbiamo in relazione ad investimenti principali. L’hedging può essere anche utilizzato per ridurre proporzionalmente il rischio. Investire su EUR/USD al 50% in short rispetto ad un investimento su titoli denominati in dollari si limiterà a dimezzare il rischio collegato alla valuta. Con costi più bassi nel caso in cui la copertura non dovesse essere necessaria.

Lettura d’approfondimento consigliata:

Hedging Expert Advisor

Gli Expert Advisor di MetaTrader sono script e programmi che possono aiutare ad automatizzare alcune procedure e routine nell’hedging. Ce ne sono diversi sul sito ufficiale MQL5 (o MQL4 per chi utilizza la vecchia versione del software) che possono per l’appunto fornire strumenti per individuare correlazioni, per avere consiglio sugli asset da utilizzare in hedging e anche per utilizzare strategie complesse che ci permettano di innescare taluni acquisti in hedging soltanto quando si dovessero presentare talune situazioni sui mercati.

Ancora una volta siamo però costretti a smentire alcuni nostri sedicenti colleghi, che vorrebbero nell’individuazione di resistenze e supporti da parte di taluni script EA, la soluzione perfetta per fare hedging.

Un conto è proteggersi dal rischio tecnicamente, ricorrendo agli strumenti che ci offre il software, un conto farlo con l’acquisto di titoli correlati inversamente a quelli sui quali siamo maggiormente esposti.

Lettura d’approfondimento consigliata:

Considerazioni finali

Le strategie di hedging sono particolarmente complesse e prevedono un livello avanzato di conoscenze nel mondo del trading e dei mercati. Cominciare però a muovere i primi passi in questa direzione, anche se magari con strategie molto semplici, è sicuramente utile, un passaggio che riteniamo assolutamente fondamentale per chi voglia migliorare le proprie chance di profitto sui mercati.

In questa guida abbiamo individuato diversi tipi di strumenti utili, abbiamo cercato di chiarire gli aspetti più complessi dell’hedging e abbiamo posto le basi per un approccio ai mercati che tenga conto anche di queste tecniche.

Il resto non possiamo farlo al posto dei nostri lettori, che troveranno comunque approfondimenti anche di livello alto, per chi vuole davvero comprendere come muoversi sui mercati nel modo giusto.

FAQ Hedging: domande frequenti

Che cos’è l’hedging?

È una tecnica che prevede la copertura del rischio di taluni investimenti ricorrendo ad investimenti inversamente correlati.

Come si fa hedging?

Tendenzialmente scegliendo dei titoli che hanno un andamento inverso rispetto a quelli che abbiamo già inserito nel nostro portafoglio.

Quali strumenti finanziari permettono di fare hedging?

CFD, Opzioni e Futures, con i primi che sono di gran lunga i più accessibili per i piccoli e medi investitori.

Quanto costa fare hedging?

Dipende dallo strumento utilizzato. Ad ogni modo il costo andrebbe a riflettersi su un mancato guadagno proporzionale, cosa che il grosso dei portafogli è in grado di assorbire senza problemi.

Possiamo fare hedging da soli?

Certo, a patto di mettere in conto un percorso di apprendimento e conoscenza assolutamente necessario per chi vuole fare hedging nel modo giusto.

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