Gli Investimenti Finanziari a 360°.

ESMA: cos’è e come funziona?

L’ESMA (European Security and Markets Authority) è un organismo dell’Unione Europea che si occupa della regolamentazione del mercato finanziario dell’eurozona.

Uno dei campi in cui l’ESMA è particolarmente attiva è proprio il trading online e gli investimenti finanziari online in generale. Si tratta di un settore relativamente giovane in Europa, motivo per cui le autorità finanziarie comunitarie e nazionali sono particolarmente attive in merito.

cos'è l'ESMA e come funziona
logo dell’ESMA (European Security and Markets Authority)

In questa guida vogliamo fornirti una panoramica complessiva di quelle che sono le funzioni dell’ESMA e le principali regolamentazioni introdotte nel tempo per rendere il trading online ancora più sicuro e accessibile anche a chi parte da zero.

Prenderemo anche in considerazione i principali broker ESMA che consigliamo a tutti gli utenti che hanno appena iniziato a interessarsi al trading online. Ti anticipiamo che si tratta di eToro, Trade.com, IQ Option e FP Markets.

Per quanto riguarda gli investimenti finanziari, i mercati e gli strumenti legati all’investimento, infatti, l’attività di regolamentazione dell’ESMA punta innanzitutto a garantire la trasparenza e la sicurezza del settore. I cosiddetti broker ESMA sono tutte quelle piattaforme che riconoscono le normative europee di regolamentazione dei mercati e che, pertanto, forniscono ai propri utenti tutte le garanzie necessarie.

Senza queste garanzie i rischi del trading online risulterebbero troppo elevati e un principiante verrebbe di fatto lasciato in balia dei mercati, alla completa mercé delle fluttuazioni dei prezzi, senza sapere come premunirsi e proteggere il proprio capitale.

Tieni a mente, infatti, che prima delle regolamentazioni dell’ESMA il trading online comportava una percentuale di perdita dell’80%. Attualmente la media si è abbassata al 75%: i traders che investono online, infatti, per il 75% dei casi perdono soldi.

Si tratta di cifre che ancora possono e devono essere migliorate. Ma vediamo che ruolo gioca l’ESMA in questo processo di educazione finanziaria delle persone.

ESMA: dalla crisi del 2008 ad oggi

L’esigenza di un organo che si occupasse della vigilanza dei mercati finanziari a livello europeo è nata in seguito ad una delle crisi più disastrose degli ultimi decenni, legata alla bolla speculativa dei subprime, nel 2008.

Proprio l’assenza di un efficace apparato di regolamentazione dei mercati, infatti, permise ad una crisi del mercato delle obbligazioni immobiliari di trasformarsi in un disastro finanziario mondiale: esattamente la crisi del 2008/2009.

Che cosa accadde allora?

Semplice: la speculazione immobiliare che si era venuta a creare negli Stati Uniti si trasformò in un disastro finanziario grazie alla creazione di strumenti privi di alcuna trasparenza: i famosi CDO (Collateral Debt Obbligation).

Questi strumenti, essendo costituiti da tranches di titoli a diversa affidabilità creditizia e con tassi di default variabili, erano estremamente rischiosi e suscettibili al fallimento nel caso in cui i tassi di insolvenza del mercato immobiliare (su cui si reggeva tutta la struttura) avessero raggiunto livelli critici.

Come si è generata la catastrofe?

Ebbene, dato che gli strumenti finanziari coinvolti nel mercato immobiliare statunitense tra il 2007 e 2008 erano privi di trasparenza e non riportavano i reali tassi di rischio, sono stati ampiamente commercializzati in tutto il mondo.

Ad occuparsi di tale commercializzazione sono stati tutti gli enti finanziari con accesso al mercato americano. Detto altrimenti, tutte le banche più grandi e influenti al mondo, compresi non pochi enti europei (Deutsche Bank, BNP, etc.).

ESMA
Assenza di regolamentazione e speculazione selvaggia sono alla base di quasi tutte le crisi

Nell’Ottobre del 2008 si giunse al capolinea: il mercato delle obbligazioni e degli strumenti sull’immobiliare ormai superava per volumi il mercato immobiliare di almeno 100:1. Questo significa che per ogni 10 milioni di dollari in mutui che risultavano insolventi vi erano circa 1 miliardo di dollari in strumenti che non valevano più nulla.

La situazione in realtà era aggravata ancor più dal fatto che i CDO, essendo poco trasparenti e composti di tranches di obbligazioni ad affidabilità variabile, perdevano totalmente il loro valore non appena anche solo percentuali minime di mutui di cui erano composti risultavano insolventi.

Solo in Europa questo si è tradotto nella perdita complessiva di 4.000 miliardi di dollari.

La creazione dell’ESMA: 1° Gennaio 2011

Proprio per impedire che una simile speculazione potesse ripetersi, nel 1° Gennaio 2011 venne fondata l’ESMA, acronimo di European Security and Markets Authority.

Questo nuovo organo soppiantò il vecchio CESR (Committee of European Securities Regulators) introducendo nuove funzioni e un nuovo ruolo per le singole autorità nazionali degli stati membri.

Il CESR, fondato nel 2001, infatti, si occupava prevalentemente di:

  • migliorare il coordinamento tra le autorità di vigilanza sui mercati;
  • agire come gruppo di consultazione per assistere la Commissione Europea nello sviluppo delle normative;
  • lavorare per garantire la corretta e tempestiva implementazione delle legislazioni.

L’ESMA ne riprende tutte le principali funzioni portando, tuttavia, una attività di regolamentazione e normativa molto più efficiente e pervasiva. La commissione dell’ESMA, dunque, si mette immediatamente al lavoro. L’obiettivo?

Rimodernare il vecchio piano di regolamentazione, il MiFID (nota come Direttiva 2004/39/EC), e intervenire più direttamente sul mercato europeo, sia per quanto riguarda l’attenzione ai piccoli investitori sia, invece, per quel che riguarda il controllo dell’attività bancaria.

L’attenzione rivolta ai retail traders e alle banche, infatti, è proprio ciò che venne a mancare negli anni precedenti al 2008: la libera compravendita di CDO, scambiati sui mercati OTC, infatti, aveva colpito gli uni e gli altri ma, come spesso accade, sono stati i piccoli risparmiatori e investitori a farne le spese maggiori.

Il sito ufficiale dell’ESMA è: https://www.esma.europa.eu/

Funzioni dell’ESMA: i principali compiti

Per quanto riguarda le principali funzioni dell’ESMA, le principali sono 6:

  • Contribuire allo sviluppo di un codice di regole unico sui valori mobiliari per i paesi membri dell’UE (in modo da evitare speculazioni selvagge come quella che ha portato al 2008);
  • Assicurare il trattamento omogeneo degli investitori in tutta l’Unione;
  • Promuovere le condizioni paritarie di concorrenza per i fornitori di servizi finanziari, specialmente per quanto riguarda i costi di vigilanza per le società;
  • Rafforzare la cooperazione internazionale nel settore della vigilanza, monitorando gli avvisi e le attività degli organi che aderiscono al proprio piano di regolamentazione;
  • Vigilare soggetti con portata paneuropea che, pertanto, si sottraggono alla piena autorità degli organi nazionali;
  • Coordinare la autorità di vigilanza in periodi critici, adottando misure di sicurezza collettive, come è stata costretta a fare in occasione del crash di Marzo 2020, causato dal Covid-19;

Composizione dell’ESMA: i Comitati e Consigli

All’interno dell’ESMA particolare importanza ha il Consiglio dei Supervisori, composto da:

  • Presidenti delle autorità di vigilanza dei 27 Stati membri dell’Unione;
  • Osservatori senza diritto di voto (provenienti da Islanda, Liechtenstein e Norvegia);
  • Membri designati dalla Commissione Europea.

Il Consiglio dei Supervisori si occupa di deliberare con voto di maggioranza (qualificata o semplice) le numerose norme tecniche, linee-guida e altre decisioni di rilevanza comunitaria.

ESMA - composizione e funzionamento
Composizione e funzionamento dell’ESMA

Oltre al Consiglio dei Supervisori, l’ESMA è composta anche dai Comitati Permanenti e dal Consiglio di Amministrazione:

  • I Comitati Permanenti sono in totale 8 e forniscono supporto e consulenza tecnica alle normative in fase di sviluppo. Ognuno di questi è presieduto da esperti e tecnici provenienti dai vari paesi membri, in modo da garantire la partecipazione di tutti gli Stati membri al processo di realizzazione delle normative;
  • Il Consiglio di Amministrazione, invece, è composto dal Presidente, Vice-Presidente, membri selezionati della Commissione Europea e 6 membri scelti tra il Consiglio dei Supervisori.

A supportare le attività di ciascuna sezione dell’ESMA vi sono gruppi di consultazione che lavorano anche a stretto contatto con il pubblico grazie alla sezione delle pubbliche audizioni del sito. In questo modo ogni normativa può essere discussa pubblicamente prima di essere sottoposta al Consiglio dei Supervisori.

Attraverso le Pubbliche Audizioni l’ESMA registra i commenti dei cittadini in modo da apportare eventuali modifiche alle normative.

Infine vi è il Consiglio d’Appello, che si occupa di valutare e proteggere gli interessi dei membri dell’UE riguardo a ciascuna regolamentazione, in modo da garantire equità e giustizia delle decisioni.

Autorità nazionali del Consiglio dei Supervisori

All’interno del Consiglio dei Supervisori, come si è detto, sono presenti rappresentanti di tutte le autorità di vigilanza finanziaria nazionali dei Paesi Membri.

Queste hanno il compito di accertarsi che gli enti finanziari attivi sul proprio territorio rispettino le normative varate dall’ESMA.

Questi sono:

  • FSMA (Financial Services and Markets Authority) per il Belgio;
  • FSC (Комисията за финансов надзор) per la Bulgaria;
  • CNB (Česká národní banka) per la Repubblica Ceca;
  • Finanstilsynet per la Danimarca;
  • BaFin (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht) per la Germania;
  • FSA (Finantsinspektsioon) per l’Estonia;
  • Central Bank of Ireland per l’Irlanda;
  • HCMC (Ελληνική Επιτροπή Κεφαλαιαγοράς) per la Grecia;
  • CNMV (Comisión Nacional del Mercado de Valores) per la Spagna;
  • AMF (Autorité des Marchés Financiers) per la Francia;
  • HANFA (Hrvatska agencija za nadzor financijskih usluga) per la Croazia;
  • CONSOB (Commisione Nazionale per le Sociaetà e la Borsa) per l’Italia;
  • CySEC (Επιτροπή Κεφαλαιαγοράς Κύπρου) per Cipro;
  • FKTK (Finanšu un kapitāla tirgus komisija) per la Lettonia;
  • Lietuvos Bankas per la Lituania;
  • CSSF (Commission de Surveillance du Secteur Financier) per il Lussemburgo;
  • MNB (Magyar Nemzeti Bank) per l’Ungheria;
  • MFSA (Malta Financial Services Authority) per Malta;
  • AMF (Autoriteit Financiële Markten) per l’Olanda;
  • FMA (Finanzmarktaufsicht) per l’Austria;
  • KNF (Komisja Nadzoru Finansowego) per la Polonia;
  • CMVM (Comissão do Mercado de Valores Mobiliários) per il Portogallo;
  • ASF (Autoritatea de Supraveghere Financiară) per la Romania;
  • ATVP (Agencija za trg vrednostnih papirjev) per la Slovenia;
  • NBS (Národná Banka Slovenska) per la Slovacchia;
  • FSA (Finanssivalvonta) per la Finlandia;
  • FI (Finansinspektionen) per la Svezia;

A queste si aggiungono 3 autorità senza diritto di voto:

  • Central Bank of Iceland per l’Islanda;
  • FMA (Finanzmarktaufsicht) per il Lietchtenstein;
  • Finanstilsynet per la Norvegia;

Il MiFID II: la normativa ESMA

Il MiFiD II è la normativa entrata in vigore a partire dal 3 Gennaio 2018 tra gli Stati Membri dell’UE. Si è trattato di un lavoro immenso.

A partire dalla crisi del 2008, che in Europa ha avuto ripercussioni per moltissimi anni. Nota come crisi del debito sovrano europeo, questa ha avuto ripercussioni gravi fino al 2013, provocando, tra le tante cose, anche il default della Grecia dal 2012 al 2015.

Proprio per riordinare tutte le normative in tema di mercati finanziari e per creare un piano unico che fosse valido per tutti i Paesi dell’UE, l’ESMA ha lavorato incessantemente alla creazione di una regolamentazione unitaria che aggiornasse la vecchia Direttiva 2004/39/EC.

Sottoposto alle Pubbliche Audizioni a partire dal 30 Giugno 2017, il MiFID II è stato in cantiere dal 20 Ottobre del 2011 ed è attualmente il piano direttivo che, tutti gli enti finanziari devono rispettare per poter operare legalmente nell’UE.

MiFID II e trading online: cosa è sancito?

Per quanto riguarda il trading online, il MiFID II ha di fatto segnato uno spartiacque tra una situazione di forte assenza di autorità centrale e una maggiore attenzione ai mercati e ai diritti dei retail traders.

L’obiettivo della normativa in tema di trading online è quello di arginare l’impatto dell’ignoranza finanziaria sugli investimenti dei principianti. Prima dell’attuazione di questo piano, infatti, i tassi di perdita degli investimenti finanziari online raggiungeva soglie estremamente critiche (alcuni strumenti avevano un tasso di perdita di oltre il 95%).

Vediamo, dunque, quali sono i divieti e le normative introdotte:

Divieti e limitazioni del MiFID II

Tra le principali limitazioni sancite dall’ESMA con il MiFID II, le le più importanti riguardano l’aver:

  • Proibito le opzioni binarie;
  • Limitato la leva finanziaria ad un massimo di 30:1.

Le opzioni binarie sono state bandite in quanto considerate strumenti derivati troppo rischiosi. Il funzionamento delle opzioni binarie, inoltre, è di difficile comprensione per un principiante e si favorisce una falsa analogia tra gli investimenti finanziari e il gioco d’azzardo.

Le opzioni binarie, infatti, specialmente se combinate con la leva finanziaria, portavano a volte a perdite anche molto superiori a quello che era il deposito iniziale da cui si partiva.

Si tratta di strumenti che non hanno insita alcuna gestione del rischio: nel caso in cui il mercato si fosse mosso in direzione opposta all’investimento realizzato, le perdite si sarebbero accumulate fino a che il trader non avesse provveduto a chiudere manualmente l’operazione.

Numerosi investitori, prima del 2018, infatti, denunciavano di essersi svegliati la mattina e aver scoperto di essere in debito di decine di migliaia di euro nei confronti del broker. Questo investendo in opzioni binarie.

Per quanto riguarda, invece, la leva finanziaria, essa è ritenuta un’arma a doppio taglio. La leva finanziaria, infatti, è un moltiplicatore del potere di acquisto del proprio capitale e ha il principale vantaggio di abbassare i requisiti di accesso al mercato. Grazie alla leva finanziaria è possibile investire anche partendo da piccole somme.

La leva finanziaria e la cosiddetta “vendita allo scoperto” sono caratteristiche proprie dei contratti per differenza, dall’inglese “Contracts for Difference” il cui acronimo è CFD.

Il retro della medaglia?

Investendo piccole somme si alza anche il margine di perdita di una posizione. Le perdite, infatti, vengono calcolate a partire dai volumi di trading e in proporzione al capitale investito.

 Se servono 1.000€ ad aprire una posizione, con leva 1:100 è possibile investire appena 10€. Ma allo stesso tempo se il prezzo del titolo perde più del 10% si va in negativo in quanto il denaro versato copre solo quella porzione dell’investimento e il trader dovrà compensare il resto.

Misure introdotte dal MiFID II

Allo stesso tempo il MiFID II ha anche introdotto nuove misure per rendere il trading online meno rischioso per i piccoli investitori. In particolare:

  • ICF (Fondo di Compensazione degli Investitori), che copre fino a 20.000€ nel caso in cui il broker dovesse fallire o riscontrare errori tecnici che mettono a rischio gli investitori;
  • Margin Call, ovvero la chiusura automatica dell’investimento se il valore dell’operazione scende al di sotto del margine di mantenimento;
  • Margine di mantenimento al 50% di quello iniziale, ovvero una posizione può restare aperta solo se il suo valore è superiore alla metà dell’investimento iniziale;
  • Negative balance protection, che sancisce che un investitore non può risultare in debito nei confronti di un broker. Facendo trading online le piattaforme che seguono la normativa ESMA devono garantire ai loro clienti che non possono perdere più soldi di quanti non ne depositano.

Questo significa che, investendo 50€, ad esempio, se il valore di questa operazione scende a 25€ il broker dovrà:

  • Avvisare l’investitore (Margin Call);
  • Se l’investitore non effettua un altro deposito, la posizione verrà automaticamente chiusa.

Il risultato di queste misure?

Sul tuo conto di trading non potrai mai avere meno della metà di quanto è richiesto per aprire un investimento. Se per comprare azioni Amazon ti sono richiesti 50€ di capitale iniziale, il tuo conto non potrà mai averne meno di 25, vada come vada.

Le migliori piattaforme che rispettano la normativa ESMA

In base a quanto detto, le migliori piattaforme che aderiscono e rispettano il MiFID II dell’ESMA sono le seguenti:

eToro

eToro (visita il sito ufficiale) è un broker attivo da anni sul mercato europeo e mondiale. Attualmente conta oltre 10 milioni di utenti e può vantare di una reputazione quasi perfetta.

Si tratta di un broker autorizzato ad operare in Europa dalle licenze della CySEC (n. 109/10) e della FCA (n. 7973792). Si tratta di una piattaforma che è poi riconosciuta da tutte le altre autorità nazionali dei Paesi membri dell’UE, compresa la CONSOB italiana.

Il broker è gestito da 4 società diverse:

  •  eToro Europe Ltd., con licenza CySEC;
  • eToro UK Ltd., con licenza FCA;
  • eToro USA LLC, registrato alla FinCEN e autorizzato dalla SEC;
  • etoro AUS CapitalAustralia Pty Ltd., con licenza ASIC;

Aprire un conto con eToro (clicca qui) comporta un deposito minimo di 200€ e permette di accedere ai servizi di Social Trading e Copy Trading.

Leggi la recensione completa: eToro opinioni e recensione

Capital.com

Capital.com (qui per il suo sito) è un broker che ha fatto il suo esordio sul mercato del trading nel 2017 ed è munito di due delle principali licenze europee, FCA (Financial Conduct Autorithy) e CySEC, quindi è per definizione un broker ESMA.

  • FCA: n° 793714;
  • CYSEC: 319/17.

Capital.com è un prodotto di proprietà della Capital Com SV Investments Limited e permette ai suoi clienti di fare trading su oltre 2.300 assets tra cui azioni, indici, forex, criptovalute e materie prime.

Leggi la recensione completa: Capital.com opinioni e recensione

IQ Option

IQ Option (visita il sito ufficiale) è un broker particolarmente indicato per tutti coloro che hanno intenzione di iniziare a investire partendo da piccoli capitali.

Si tratta di una piattaforma gestita da IQ Option EUROPE LTD, con licenza:

  • CySEC, n.274/14;
  • FCA, n. 670182;
  • CONSOB, n. 0008204/15;
  • CNMV, n. 3867;
  • AMF, n. 75119;

È, inoltre, riconosciuta dalle autorità di Paesi Bassi, Estonia e Repubblica Ceca.

Aprire un conto su IQ Option (clicca qui) comporta un deposito minimo di appena 10€. Questo, inoltre, permette di accedere alle Opzioni FX, una rivisitazione completamente sicura e legale delle opzioni binarie, approvata dall’ESMA. Le Opzioni FX presentano, infatti, una buona gestione del rischio integrata.

Leggi la recensione completa: IQ Option opinioni e recensione

Trade.com

Trade.com (visita il sito ufficiale) è un broker particolarmente apprezzato per i pacchetti formativi gratuiti che mette a disposizione dei suoi clienti.

Si tratta di un broker gestito da due società:

  • Trade Capital Markets LTD;
  • Livemarkets Limited;

La prima presenta una licenza CySEC (n. 227/14) e una licenza FSP (47857). La FSP è l’autorità di vigilanza finanziaria del Sud Africa.

La seconda, invece, ha una licenza FCA (n. 738538). Entrambe sono riconosciute dalla CONSOB e autorizzate dalle restanti autorità europee, eccezion fatta per il Belgio, nel cui territorio Trade.com non può operare.

Aprire un conto di trading su Trade.com (clicca qui) comporta un deposito minimo di 100€ e permette di avere libero accesso al pacchetto formativo gratuito.

Leggi la recensione completa: Trade.com opinioni e recensione

FP Markets

FP Markets (visita il sito ufficiale) è un broker australiano caratterizzato da piattaforme di trading all’avanguardia, come la IRESS e da tempi esecutivi rapidi.

Il broker è gestito da 2 diverse società:

  • First Prudential Markets Pty Ltd, con licenza Australiana ASIC n. 286354;
  • First Prudential Markets Ltd, con licenza CySEC n. 371/18;

FP Markets è inoltre ricononosciuto da tutte le autorità europee di regolamentazione finanziaria e può operare in tutto il mondo, eccezion fatta per Stati Uniti, Giappone e Nuova Zelanda.

Aprire un conto di trading su FP Markets (clicca qui) comporta un deposito minimo di 100€ e permette di accedere a 3 diverse piattaforme di trading:

  • MetaTrader4 e MetaTrader5;
  • IRESS, piattaforma di nuova generazione all’avanguardia sotto numerosi aspetti.

Leggi la recensione completa: FP Markets opinioni e recensione

ESMA: opinioni dei traders europei

Nei confronti dell’ESMA sono state espresse opinioni contrastanti nel corso del tempo. Al momento dell’introduzione del MiFID II, infatti, molti dei trader professionisti si sono scagliati contro le limitazioni che andavano a influenzare negativamente la loro attività.

Specialmente per quel che riguarda la leva finanziaria, infatti, l’imposizione del tetto massimo a 30:1 lasciava decisamente meno libertà a chi prima era solito operare con leve di 400:1 o più.

Tuttavia nel tempo si è rivelata una decisione più che saggia. Nel frattempo i trader professionisti si sono visti riconoscere la possibilità di aprire un conto di trading professionale che permette di operare con leve superiori al tetto imposto dal MiFID.

Per aprire un conto di trading professionale basta far richiesta al broker di fiducia e soddisfare almeno 2 dei seguenti requisiti:

  • Aver investito da almeno un anno, con un minimo di 10 operazioni a trimestre;
  • Avere un portafogli di investimento del valore minimo di 500 mila euro;
  • Aver ricoperto cariche professionali in ambienti lavorativi concernenti le transazioni finanziarie o, comunque, strumenti derivati.

Da tenere a mente che l’apertura di un conto di trading professionale comporta la cessione del diritto all’ICF.

Attualmente gli utenti sembrano aver riconosciuto il reale valore delle regolamentazioni dell’ESMA e non vi è esperto che non consigli di interagire esclusivamente con piattaforme che rispettano le normative europee sugli investimenti finanziari.

A seguire ti proponiamo alcune delle domande più diffuse sull’ESMA che circolano sui forum di trading:

Cos’è l’ESMA?

Acronimo di European Security and Markets Authority, l’ESMA è l’ente che si occupa della regolamentazione dei mercati finanzairi europei e del coordinamento delle singole autorità di vigilanza nazionali.

Cosa sancisce MiFID II dell’ESMA?

Il MiFID II è un decreto elaborato in seguito a diversi anni di studio e riassetto delle informazioni sui mercati finanziari. Si tratta di un piano di regolazione completo con l’obiettivo di abbassare i rischi connessi al trading online e di controllare più efficacemente la speculazione.
Nel concreto, infatti, va a limitare la portata di strumenti come la leva finanziaria e ne bandisce completamente altri, come le opzioni binarie.

Broker ESMA o no ESMA?

Il consiglio per tutti i principianti è di affidarsi esclusivamente ai broker ESMA. La scelta di un broker che non rispetta i punti del decreto MiFID II è giustificata solo laddove a farla sia un trader professionista che non può soddisfare i requisiti per aprire un conto di trading professionale.

ESMA: considerazioni finali

In conclusione adesso sai cos’è l’ESMA, come lavora e qual è la sua composizione. Le norme sancite dal MiFID II sono assolutamente fondamentali per chi inizia a fare trading online in quanto costituiscono un ottimo iniziale salvagente contro le tante intemperie dei mercati.

Per questo motivo ti consigliamo di affidarti solo a broker ESMA per le tue attività di trading online.

I migliori sono quelli di cui ti abbiamo già parlato: eToro, IQ Option, FP Markets e Trade.com. Per saperne di più su ciascuno di loro controlla le recensioni pubblicate sul nostro sito.

Detto questo, non ci resta che augurarti buon trading online!

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