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Vendita allo scoperto: Guida allo “Short selling”

Si tratta di un termine ampiamente usato nel gergo del trading online: vendita allo scoperto, in inglese short selling. Molto probabilmente ti sei trovato a shortare un titolo prima d’ora, solo che non sapevi esattamente cosa stavi facendo.

Del resto succede spesso agli investitori alle prime armi: impiegare intuitivamente uno strumento, magari anche correttamente, senza sapere tutto il background che nasconde.

Ecco perché in questa guida andremo a prendere in considerazione cos’è lo short selling, come funziona una vendita allo scoperto e quali sono le limitazioni che possono essere poste a questo tipo di investimento.

Short selling
Vendita allo scoperto: tutto ciò che c’è da sapere su una pratica secolare

Parleremo della vendita allo scoperto specialmente in relazione agli strumenti con cui i trader hanno maggiormente a che fare: i CFD. Nel caso in cui, inoltre, non hai ancora iniziato la tua esperienza di trading e sei desideroso di compiere il primo passo, ti andremo a consigliare i migliori broker con cui vendere allo scoperto.

Nei paragrafi sottostanti ti mostreremo tutte le piattaforme trading che nel corso degli anni si sono dimostrate sicure, affidabili e all’altezza delle aspettative degli investitori. Ti anticipiamo che si tratta di

  1. eToro;
  2. IQ Option;
  3. FP Markets.

Nota bene: tutti i broker che trovi esposti nel nostro sito sono regolamentati dalle principali autorità europee nel rispetto della normativa UE MiFID II.

Queste piattaforme, inoltre, posseggono una regolare licenza CONSOB che le autorizza a prestare i propri servizi agli utenti italiani. Registrandoti presso uno di essi riceverai gratuitamente un conto demo illimitato con cui familiarizzare con i mercati e i loro strumenti senza alcun rischio.

Vendita allo scoperto: cos’è e come funziona?

La vendita allo scoperto, o short selling, è un’operazione finanziaria che permette, tramite strumenti derivati, di speculare sul ribasso di un qualsiasi titolo. Sebbene si tratti di un’operazione estremamente semplice da comprendere e intuitiva da realizzare, il suo funzionamento è complesso.

La vendita allo scoperto, infatti, non si affida al titolo a cui fa riferimento ma ad uno strumento derivato appositamente realizzato per l’occasione. Solo le banche possono creare un simile strumento in quanto solo loro dispongono di una liquidità tale per applicarlo.

I broker di trading online come IQ Option possono mettertelo a disposizione e poi immetterlo sul mercato.

Ma come funziona esattamente la vendita allo scoperto? Quali sono i limiti e quando è possibile usarla?

Ebbene, in linea di principio si tratta di un contratto tra un ente finanziario e un privato investitore.

Il privato investitore prende in prestito una certa quantità di un titolo, calcolata in valuta e non in unità. Mettiamo, dunque, che hai intenzione di shortare 100 milioni di azioni Tesla al prezzo corrente di 1000 euro l’una.

Ti rivolgi ad una banca, la sola capace di mettere a disposizione una simile liquidità. La banca accetta la tua offerta e ti “presta” 100 milioni di azioni Tesla. Il prestito è ovviamente solo virtuale, motivo per cui si shorta solo attraverso uno strumento derivato.

Tuttavia la banca necessita di garanzie e ti impone commissioni sulla tua operazione da pagare ad ogni scadenza concordata. La garanzia, invece, ammonta solitamente al 50% del capitale investito. Questo comporta che devi essere in possesso di almeno la metà del denaro investito nella vendita allo scoperto.

Se hai scommesso contro 100 milioni di azioni Tesla, devi possedere nel tuo portafogli almeno 50 milioni. Questo perché, nel caso in cui invece di scendere i prezzi delle azioni Tesla salgono, il contratto sarà valido fintantoché riuscirai a coprire il margine di garanzia.

Come si perde e guadagna con una vendita allo scoperto?

Se, come ti dicevamo, il prezzo del titolo che hai venduto allo scoperto sale invece di scendere, allora il valore dei tuoi short scende progressivamente.

Se dovesse scendere al di sotto del margine di garanzia, i contratti sarebbero annullati e avrai perso tutti i soldi della garanzia più i soldi versati come commissione.

Questo perché lo short, il contratto di vendita allo scoperto, è uno strumento derivato e, in quanto tale, assimilabile ad un asset finanziario a sè stante. Il suo valore sale o scende in base all’andamento del prezzo dell’asset sottostante, nel nostro caso le azioni Tesla.

Il meccanismo di questo contratto è semplice:

  • Prendi virtualmente in prestito 100 milioni di azioni Tesla;
  • Le vendi virtualmente nel momento della firma del contratto;
  • Le riacquisti alla scadenza del contratto (vi sono anche contratti senza scadenza. In questo caso vendi quando più lo desideri, ma questa tipologia di short prevede il pagamento di premi periodici alla banca);
  • Quando decidi di chiudere la tua posizione, riacquisti la quantità equivalente di titolo da te shortato e la restituisci. La differenza di prezzo costituisce il tuo profitto.

Stando all’esempio di prima, le azioni Tesla crollano da 1000 dollari l’una a 500 dollari l’una. Ebbene, a questo punto decidi di chiudere la tua posizione. Con 100 milioni hai “preso in prestito” 100.000 azioni Tesla. Queste 100.000 azioni adesso valgono non più 100 milioni ma 50 milioni.

Chiudendo la tua posizione avrai ricavato un profitto pari a 50 milioni meno le commissioni (e gli eventuali premi) da te pagati alla banca. Se investi con eToro, invece, potrai fare affidamento su un’offerta a Zero Commissioni. Questo è il modo tradizionale di vendere allo scoperto un titolo. Ma come è possibile garantire un margine inferiore alla cifra investita?

Questo perché le vendite allo scoperto sono strumenti derivati soggetti a leva finanziaria. Puoi moltiplicare il capitale mobilitato, aumentando, allo stesso tempo, la tua esposizione, ovvero il denaro che metti a rischio.

Vendita allo scoperto trading CFD

La vendita allo scoperto con i CFD è una delle operazioni più diffuse al mondo. Il funzionamento di principio è il medesimo, tuttavia cambia sostanzialmente il punto di riferimento.

Facendo riferimento ad una banca, infatti, tu puoi shortare un titolo reale.

I CFD sono di per sé strumenti derivati. In quanto tali anch’essi presentano una forma contrattuale tra te e il broker. La forma contrattuale dei CFD è definita dal loro stesso nome: Contratti per Differenza.

Dopo esserti registrato con un broker (come ad esempio FP Markets) firmi con il broker un contratto che sancisce la salita o discesa dei prezzi di un asset. Ecco come si struttura l’investimento in CFD:

  • Garantisci al broker un margine (il margine iniziale, per l’appunto);
  • Assicuri una garanzia di mantenimento (il margine di mantenimento, solitamente il 50% di quello iniziale);
  • Paghi al broker lo Spread (differenziale tra prezzo di acquisto e di vendita), misurato in pips;
  • Paghi un bonus ogni volta che il contratto necessita di essere prolungato (il commissioni di overnight).

Shortare con i CFD, dunque, significa vendere allo scoperto un CFD, ovvero aprire un Contratto per Differenza di vendita. Rispetto agli short concessi dalle banche, i CFD sono di gran lunga più accessibili a qualsiasi portafogli e prevedono commissioni minime.

Ti ricordiamo, infatti, che lo Spread si misura in pips, dove un pip corrisponde alla quinta cifra decimale del prezzo di un asset. Solo i CFD ti permettono di vendere allo scoperto un titolo senza dover avere a disposizione milioni di euro. Ecco perché ti consigliamo di investire con broker di trading online come eToro.

Migliori broker per vendere allo scoperto

Di seguito, come ti abbiamo detto, vogliamo presentarti i tre migliori broker per vendere allo scoperto con i CFD.

Ognuna di queste piattaforme, infatti, ti mette a disposizione offerte e condizioni di trading che rendono particolarmente conveniente fare short selling o che, in ogni caso, ti aiutano a capire il funzionamento di questo strumento.

1. Vendere allo scoperto con eToro: il Social Trading

eToro (visita il sito ufficiale) ti permette di impiegare l’esperienza altrui a tuo vantaggio. Si tratta di un broker che può vantare oltre 10 milioni di utenti attivi sparsi per tutto il mondo: trader professionisti o amatoriali che si interessano di finanza.

Ebbene, con il Social Trading di eToro puoi, teoricamente raggiungere ognuno di essi, scambiare con loro opinioni, riflessioni e perplessità. Tutto questo può aiutarti a capire su quali titoli conviene maggiormente aprire una posizione di vendita allo scoperto. Clicca qui per visitare la pagina dell’offerta.

In alternativa puoi anche affidarti al Copy Trading, che ti permette di copiare direttamente le operazioni di coloro che dimostrano rendimenti storici migliori e che, dunque, possono insegnarti molto su come vendere allo scoperto.Visita questa pagina per accedere gratuitamente al Copy Trading.

Guida: Recensione completa su eToro

2. IQ Option: vendere allo scoperto con piccole somme

IQ Option (visita il sito ufficiale), invece, è un broker che si contraddistingue per i bassi requisiti di accesso al trading.

Se in linea di massima il trading online punta a rendere i mercati accessibili a chiunque e a qualsiasi portafogli, ebbene, IQ Option è il broker che meglio ha trasformato questa intenzione in pratica.

Con IQ Option, infatti, potrai aprire un conto reale di trading anche solo con 10 euro e aprire una posizione di trading a partire anche da solo 1 euro. Ovviamente non aspettarti chissà che profitti!

Più denaro investi e maggiori saranno i ritorni a parità di percentuale. Tieni conto che un profitto del 10% su un’operazione di trading è un ottimo risultato. Investendo un solo euro, otterrai un profitto di 10 centesimi!

Tuttavia la possibilità di aprire un conto reale con soli 10 euro è un ottimo modo per iniziare a familiarizzare con l’aspetto psicologico del trading e fare pratica in generale. Vai a questa pagina per aprire un conto e iniziare a fare trading con una demo gratuita su IQ Option.

Guida: Recensione completa su IQ Option

3. FP Markets: imparare a vendere allo scoperto

Non per ultimo FP Markts (visita il sito ufficiale). Il broker si è incentrato specialmente sull’aspetto formativo del trading online.

Gli utenti che si registrano su FP Markets, infatti, ricevono gratuitamente un manuale di trading completo in .PDF. Si tratta di un’ottima e completa introduzione al mondo degli investimenti online, che prende in considerazione sia le varie operazioni che gli strumenti che si possono usare per fare trading.

Ovviamente la vendita allo scoperto non fa eccezione: all’argomento è dedicato un intero capitolo adatto che ti spiega come procedere con l’analisi e qualche utile trucco per operare al meglio. Accedi a questa pagina per registrarti su FP Markets e scaricare il manuale di trading in .PDF.

Guida: Recensione completa su FP Markets

Storia della vendita allo scoperto: dagli inizi ad oggi

La vendita allo scoperto è una pratica antica quanto lo sono le Borse Valori. Da quando aprirono quella di Londra e Amsterdam nel lontano XVII secolo, infatti, iniziò anche a diffondersi la pratica della vendita allo scoperto.

Non si è mai trattata di un’operazione che ha goduto di particolare fama: associata alla pura speculazione, la vendita allo scoperto era impiegata strategicamente dagli investitori per aggravare un ribasso già pronunciato.

Una pratica che, dunque, poteva portare molto velocemente al fallimento dell’azienda e che era impiegata strategicamente per colpire i propri principali rivali.

La cattiva reputazione delle vendite allo scoperto proseguì anche per tutto l’Ottocento e il Novecento. Tieni conto che non furono pochi gli investitori che, in seguito alla Grande Depressione del 1929, incolparono gli speculatori che avevano venduto allo scoperto alcuni settori del disastro.

Ovviamente oggi sappiamo che non fu esattamente così: la vendita allo scoperto è un’operazione speculativa che serve a smascherare le crisi latenti e a farle venire allo scoperto, appunto. Una pratica che riesce a procurare profitti sbugiardando grosse menzogne sistemiche. Ma per giungere a questa considerazione c’è voluto un evento epocale.

The Big Short: la grande vendita allo scoperto del 2007

La riabilitazione di questo strumento avvenne solo in seguito alla crisi del 2007/8. Fu proprio una temeraria vendita allo scoperto a smascherare le frodi sottostanti al mercato delle obbligazioni ipotecarie americane.

Una frode che coinvolgeva i principali enti bancari mondiali e che mandò in seria difficoltà l’economia planetaria. Studiare questo caso specifico ti sarà d’aiuto per comprendere bene il ragionamento sottostante la vendita allo scoperto.

Nel 2005 Michael Burry, un brillante trader americano scopre ciò che lo condurrà a realizzare uno degli investimenti più importanti del nostro secolo.

Vendita allo scoperto
Miachel Burry, autore della vendita allo scoperto del secolo

L’intero mercato delle obbligazioni ipotecarie americane (i cosiddetti subprime) si reggeva su mutui a bassa affidabilità creditizia, minati da tassi di insolvenza in crescita.

Burry calcolò che quando i tassi di insolvenza avessero raggiunto una certa cifra (approssimativamente nel 2017), la perdita di denaro sarebbe stata troppo elevata da coprire e l’intero mercato delle obbligazioni ipotecarie sarebbe imploso.

Questo perché il valore complessivo dei mutui era di gran lunga superiore al valore complessivo degli immobili e al numero degli immobili stessi.

Ed è esattamente questo il punto di una vendita allo scoperto: quando sei sicuro che il prezzo di un asset non riflette il valore reale di quel bene hai l’intuizione.

Quando sai che vi sono le condizioni per cui il mercato se ne accorgerà entro una certa data, allora hai la certezza necessaria a trasformare la tua intuizione in un investimento proficuo.

In seguito ti proporremo un esempio che chiarirà meglio la questione. Per ora ti basti sapere che la crisi del 2008/2009 ha messo in luce un aspetto fondamentale della vendita allo scoperto. Essa non è speculazione in senso dispregiativo, ma il solo strumento che gli investitori hanno a disposizione per evitare che il mercato li possa trascinare con sé.

Short selling oggi: perché conviene?

Lo short selling oggi non è più demonizzato come lo era il secolo scorso. Il valore di una vendita allo scoperto è stato completamente rivalutato.

Come ti abbiamo detto, si tratta di un’arma di difesa degli investitori contro alcune degenerazioni del mercato e, complessivamente, può assolvere dei compiti benefici nel preservare la salute economica mondiale.

Paradossalmente è così: l’attuale sistema di regolazione e conduzione del capitale finanziario prevede implicitamente l’alternarsi di fasi di espansione e fasi di crisi, o contrazione dei mercati.

La vendita allo scoperto impedisce alle prime di diventare malsane e alle seconde di assumere tratti catastrofici.

Prova a pensarci: se la vendita allo scoperto di Michael Burry non avesse messo in evidenza i difetti viziosi delle obbligazioni ipotecarie subprime, quali dimensioni mostruose avrebbe potuto assumere quella bolla finanziaria?

Con ciò non si vuole affatto sostenere che le vendite allo scoperto siano in tutto e per tutto operazioni legittime, ma che esse svolgono un ruolo importante nel mantenimento dello stato di salute dei mercati finanziari.

Proprio per garantire l’efficienza di questo strumento, esso deve essere attentamente regolato e limitato dalle autorità adibite al monitoraggio dei mercati finanziari. In Italia, ti abbiamo detto, l’autorità che svolge questa funzione è la CONSOB.

Proibire e limitare le vendite allo scoperto: l’azione della CONSOB

La CONSOB (COmmissione Nazionale per le SOcietà e la Borsa) ha il dovere e il diritto di imporre limiti alle vendite allo scoperto quando ritiene opportuno farlo.

Detto altrimenti, quando le vendite allo scoperto, piuttosto che contribuire alla regolazione dei mercati possono ulteriormente acuirne le fasi di contrazione, con conseguenze disastrose per le società.

Se ne è avuto un esempio magistrale il 17 Marzo 2020. In tale data la CONSOB emise un divieto generalizzato a tutto il paese che vietava l’apertura di nuove posizioni short o l’incremento di quelle esistenti per i successivi tre mesi.

Si è trattata di un’operazione di salvataggio per tutta la Borsa Italiana: il lockdown da Covid-19 aveva già provocato un crollo complessivo del -42%. Uno dei crolli più rapidi e disastrosi della storia di Piazza Affari.

Il divieto di aprire o implementare posizioni short ha voluto impedire che il tracollo dovuto ad una calamità naturale si potesse trasformare in una crisi capace di far crollare l’intero settore imprenditoriale italiano.

L’apertura di posizioni short sulle azioni delle società colpite dal lockdown avrebbe acuito ancor più il ribasso delle quotazioni, portando la maggior parte di queste al disastro.

Come vendere allo scoperto: esempio pratico

Per concludere questa nostra guida sulla vendita allo scoperto non ci resta che fornirti due esempi pratici di come puoi procedere a realizzare simili investimenti.

Per prima cosa vogliamo fornirti un esempio di short selling con i CFD sul breve termine. Si tratterà dello scenario più comune con il quale ti troverai a che fare e che, in molti casi, sarà una diretta conseguenza dei normali investimenti al rialzo che andrai a realizzare.

Di fatti, nelle operazioni sul breve termine, vendere allo scoperto e investire al ribasso sono la stessa cosa.

Il secondo esempio, invece ti porrà dinanzi a eventi abbastanza rari ma estremamente proficui. Riuscire a prevedere simili eventi è ciò che ti aiuterà a diventare un trader professionista.

Short selling intraday

Lo short selling intraday si basa prevalentemente sull’analisi tecnica. Si tratta, infatti, di individuare le brevi oscillazioni ribassiste, più o meno pronunciate, che un titolo attraversa nell’arco di una giornata.

Ovviamente maggiore è la volatilità più sono pronunciate le oscillazioni e, di conseguenza, puoi trarre maggiori profitti dagli investimenti.

L’esempio che ti proponiamo di seguito è tratto dal conto demo di eToro (clicca qui per aprirne uno):

Vendita allo scoperto
Esempio di vendita allo scoperto sul breve periodo su azioni Enel

Come puoi vedere abbiamo applicato al grafico due indicatori che ci aiutano a comprendere quali saranno i movimenti successivi del titolo.

Lo SMI (Stochastic Momentum Index) è un indicatore tecnico che ci rivela le zone di iper-comprato e iper-venduto del titolo. I Pivot Point ci forniscono i livelli di Supporto e Resistenza, utili a ottenere segnali di trading e a determinare i valori dello Stop Loss e del Take Profit.

L’obiettivo è quello di cavalcare qualsiasi movimento che porti a un rapporto tra rischio e rendimento che sia favorevole. Quindi piccoli investimenti poco proficui ma in grande numero. Così fanno trading intra-day i professionisti: un gran numero di piccoli passi alla volta.

Short selling sul lungo periodo

La vendita allo scoperto sul lungo periodo, invece, si affida maggiormente all’analisi fondamentale, ovvero a quel tipo di indagine che non si affida al grafico ma ai dati riguardanti l’azienda e il mercato su cui si muove.

Nello specifico, come puoi vedere dall’immagine tratta dal conto demo di eToro (clicca qui per aprirne uno), un movimento di circa 5 mesi.

Vendita allo scoperto
Vendita allo scoperto sul lungo periodo su azioni Amazon

In particolar modo la notizia di fine Luglio 2019 che Jeff Bezos aveva venduto 1,8 miliardi in azioni Amazon ha provocato un ridimensionamento del titolo che è proseguito fino a Dicembre.

Un attento studio delle abitudini aziendali e delle notizie del momento rendeva il trend ribassista altamente probabile.

Perché chiudere la posizione a Dicembre?

Ebbene, si sa che durante il periodo di Natale, tra gli ordini natalizi e le varie promozioni, le vendite pompano nuovamente il titolo Amazon. Con un attento studio del titolo si poteva ricavare una previsione che avrebbe permesso di cavalcare un ribasso di oltre 600 dollari in 5 mesi.

Trattandosi di un semplice ridimensionamento, la SEC (autorità finanziaria statunitense) non ha affatto vietato lo short selling sulle azioni Amazon e gli investitori ne hanno potuto approfittare senza alcun problema.

Una simile operazione ha danneggiato il titolo?

Assolutamente no! Anzi, gli ha dato la forza necessaria ad affrontare il successivo rialzo che lo ha portato, nel Luglio 2020, a superare quota 3.000!

Vendita allo scoperto: opinioni e considerazioni finali

In conclusione, adesso sai cosa è e come funziona la vendita allo scoperto. Si tratta di un potente strumento per investire ogni qual volta ti si presenta un’opportunità e di liberarti dal vincolo di puntare solo al rialzo proprio degli investimenti diretti.

I CFD, come ti abbiamo detto, sono lo strumento ideale per fare short selling: privi di commissioni e capaci di farti investire anche solo piccole somme, sono la classe di derivati con cui avrai più a che fare operando con il trading online.

Ancora una volta ti consigliamo di affidarti solo a broker regolamentati e di dare un’occhiata a quelli che ti abbiamo consigliato: eToro, FP Markets e IQ Option. Le loro offerte sono decisamente le migliori per chi parte da zero e ha intenzione di sfruttare a proprio pieno vantaggio la vendita allo scoperto.

Vendita allo scoperto FAQ (Domande e Risposte comuni)

Di seguito ti riportiamo alcune tra le domande più comuni che ci hanno rivolto gli utenti:

Cos’è una vendita allo scoperto?

Detta anche Short Selling, o Posizione Corta, si tratta di un investimento tramite strumenti derivati che puntano al ribasso del titolo piuttosto che al rialzo.

Perché vendere allo scoperto?

Se si ha l’intuizione che un titolo stia per subire un deprezzamento e le analisi lo confermano, la vendita allo scoperto è un modo efficace per ricavare profitto da questa variazione.

La vendita allo scoperto è legale?

Certo. E’ un metodo di trading consentito e regolato dalla normativa vigente. E’ possibile attraverso il trading sui contratti derivati.

Come si può vendere allo scoperto?

Bisogna trovare un’offerta adeguata di strumenti derivati che te lo permettano. Piattaforme come i broker di trading online, ad esempio, ti mettono a disposizione i CFD, con cui puoi vendere allo scoperto i sottostanti.

Vendere allo scoperto è difficile?

Dipende. Prima di iniziare a vendere allo scoperto, fai trading in demo mediante i conti dimostrativi gratis messi a disposizione dai migliori broker come eToro. In questo modo potrai prendere confidenza con questo strumento e capire bene come e quando intervenire.

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