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Crollo Criptovalute

Le criptovalute sono volatili e talvolta il loro prezzo crolla. Certo, è qualcosa che succede ad una grande quantità di asset – anche alle azioni o a determinate valute, nonché alle materie prime – ma quando la questione avviene nell’ambito delle criptovalute, la cosa sembra colpire maggiormente l’immaginario dei risparmiatori.

La verità è che il crollo delle criptovalute – che pur è ciclico – può essere sfruttato seguendo le giuste strategie e muovendosi per tempo per cavalcare il trend.

Perché come avremo modo di vedere tra poco nel corso della nostra guida, in realtà anche quando il trend è negativo, ci sono delle ottime possibilità di guadagno grazie alla vendita allo scoperto che è offerta sia dai principali broker CFD, sia dai principali exchange di criptovalute.

Perchè il prezzo delle criptovalute crolla?

Il prezzo delle criptovalute crolla perché le stesse sono degli asset particolarmente volatili. Questo può suonare come una tautologia e per questo motivo, anche con l’aiuto del nostro staff di esperti di criptovalute, cercheremo di comprendere le particolarità che riguardano le criptovalute e che possono renderle appunto così volatili e così soggette a crolli.

  • Liquidità: per quanto alta potrebbe sembrare la capitalizzazione di Bitcoin e delle altre principali criptovalute come Ripple, in realtà è molto più bassa di quella dei principali asset a livello mondiale.

Questo vuol dire che in fasi particolarmente concitate sul mercato, può accadere che manchino controparti sul prezzo stretto, cosa che può trascinare ancora più in basso i prezzi.

  • Volumi: sono parenti stretti della liquidità. I volumi sulle principali criptovalute possono variare molto rapidamente, perché chi investe su questo tipo di asset è in genere molto reattivo anche alle notizie meno importanti.

Questo causa ulteriore volatilità: le criptovalute non sono titoli da cassettisti, ma sono titoli in genere per persone che speculano anche sul breve periodo. E quindi i volumi possono variare, ancora una volta, in funzione di notizie anche di minore portata.

  • Concentrazione della detenzione dei titoli: al contrario di quanto avviene per le valute classiche, soprattutto per le criptovalute meno capitalizzate, può capitare che ci siano grandi quantità di token concentrati nelle stesse mani.

E questo può causare crolli nel caso di dump di token. Nel senso che, se una grossa quantità dovesse essere messa in vendita nello stesso momento da un grandissimo investitore, il prezzo non potrebbe che crollare.

  • Bolle: ne capitano, soprattutto a asset che sono oggetto di hype, ovvero di grandi acquisti dovuto alla moda più che ai fondamentali economici. Il risultato è che quando queste bolle scoppiano, il prezzo non può che crollare.

Ci basta analizzare quanto avvenuto sui mercati di BitcoinEthereum, ma anche Ripple e Bitcoin Cash, con un buono storico come quello offerto da eToro (qui per la divisione criptovalute) per renderci conto di quante volte sia avvenuto quello che stiamo raccontando.

Cosa fare quando le criptovalute crollano

Ci sono modi diversi di comportarsi in caso di crollo di criptovalute: nel caso in cui ne possedessimo, dovremo cercare di limitare i danni, in caso contrario potremmo sfruttare il trend per fare grossi profitti.

Tra pochissimo analizzeremo entrambi i casi, partendo dal fatto che ci servirà comunque un intermediario per procedere con questo tipo di operazioni. Se possediamo già criptovalute, con ogni probabilità abbiamo già un broker o un exchange che utilizziamo per fare trading on-line sulle criptovalute.

Crollo Criptovalute Guida
Bitcoin è stato al centro di diversi crolli tra il 2017 e il 2018

Nel caso in cui invece volessimo sfruttare il crollo delle criptovalute a nostro vantaggio, dovremo dotarci di un broker in grado di farci investire su questo specifico tipo di asset. Come FP Markets (qui anche in demo), che permette appunto di puntare, tramite CFD, su tutti i principali cryptotoken.

Caso 1: posseggo già criptovalute

Nel caso in cui possedessimo già criptovalute, un crollo non è sicuramente una buona notizia. Gli scenari non sono infatti positivi per noi che abbiamo comprato a prezzi più alti criptovalute che oggi potrebbero valere molto meno.

La prima cosa da fare è non disperarsi: capita, quando si investe su un mercato tanto volatile e tanto instabile come quello delle criptovalute. Dopotutto ci abbiamo puntato proprio perché eravamo a caccia di profitti importanti nel breve e nel brevissimo periodo e un crollo è un’eventualità della quale dovevamo tenere conto.

In questo caso le possibilità per agire sono due, che possono essere utilizzate anche in combinazione:

  • Vendere tutto e subito, seguendo il trend negativo e cercando di limitare i danni.

Si tratta di una scelta che ci farà registrare una perdita importante e che dovrebbe essere presa se e soltanto se pensiamo che il trend negativo possa continuare. Nel caso in cui invece pensiamo che si sia raggiunto il fondo, è molto probabile un rimbalzo e dunque uscire, vendendo nel panico, potrebbe non essere la cosa giusta.

  • Fare hedging con una posizione inversa: se temiamo che il trend negativo possa continuare e comunque non vogliamo vendere nel momento del panico, può essere maggiormente utile aprire una posizione inversa, ovvero aprire una posizione in vendita allo scoperto.

Questo è un sistema che può essere utilizzato presso tutti i principali broker CFD, come anche IQ Option (tagliato maggiormente per chi investe capitali limitati). Aprendo una posizione inversa, guadagneremo dal trend negativo e parzialmente limiteremo i danni di un crollo del quale non vediamo l’orizzonte.

Sono strumenti che almeno fino a qualche anno fa erano esclusivi per i grandi investitori e che oggi invece, anche con broker come eToro (qui per aprire un account gratis) sono attivabile con un solo click.

Caso 2: non posseggo criptovalute

Chi non possiede criptovalute può sfruttare un eventuale crollo per portare a casa profitti importanti in brevissimo tempo.

In questo caso infatti non abbiamo posizioni complicate da chiudere e non abbiamo ancora perso nulla. Per questo motivo possiamo buttarci a capofitto sulla vendita allo scoperto, anche se con qualche avvertenza.

  • Siamo sicuri che il crollo non sia arrivato al termine?

Nel caso in cui il prezzo minimo fosse stato toccato, intervenire con la vendita allo scoperto vuol dire mettere in cassa perdite e non profitti.

  • Il rischio esiste

Perché i crolli non sono sempre prevedibili, se non utilizzando comunque un’analisi tecnica di buon livello, che permetta di prevedere supporti e resistenze della corsa del trend.

  • La leva aumenta il rischio

Quando si è certi di un trend, si può sicuramente ricorrere a quanto viene offerto dalla aveva finanziaria, che ha il potere di amplificare gli andamenti di ogni asset. Tuttavia puntare con leva sulle criptovalute, anche quando siamo relativamente certi del trend, aumenta il rischio insito in una tipologia di asset già particolarmente rischiosa per chi investe.

A questo scopo va sottolineato inoltre che i crolli delle criptovalute non sono assolutamente rari e che dunque possiamo sicuramente sfruttarne qualcuno per imparare a fare trading in queste circostanze. Un conto demo con FP Markets è un buon punto di partenza, perché ci mette a disposizione capitale virtuale per testare le nostre operazioni e la nostra capacità di fare trading in tali condizioni.

Come sfruttare il crollo delle criptovalute

Passiamo ad un esempio pratico di come sfruttare a livello di mercato un crollo delle criptovalute. Abbiamo analizzato poco sopra infatti quali sono le opzioni effettive che abbiamo davanti quando si presentano questo tipo di situazioni.

Ora vedremo, passando dai principali canali che permettono di fare trading in criptovalute, quali sono le operazioni che tecnicamente possiamo sostenere per sfruttare un evento di questo tipo.

Caso 1: comprare criptovalute su exchange

Gli exchange sono il luogo naturale per acquistare criptovalute: sono infatti degli hub digitali all’interno dei quali diventa possibile acquistare praticamente qualunque tipo di criptovaluta.

Noi in genere consigliamo comunque exchange che offrano davvero gli strumenti per acquistare e vendere criptovalute come se si trattasse di investimenti veri e propri. Un esempio è CoinBase (con la piattaforma Pro che è dedicata proprio al trading) e che oggi rappresenta uno dei punti fermi della galassia exchange.

Se vogliamo comprare criptovalute in seguito ad un croll, attendendoci un rimbalzo, sarà molto facile farlo, soprattutto se abbiamo deciso di puntare su criptovalute relativamente comuni come Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, Ripple. Ad ogni modo sugli exchange che segnaliamo sul nostro sito, sono presenti anche criptovalute più esotiche, i cui crolli però dovrebbero essere valutati come addirittura maggiormente rischiosi.

Acquistare criptovalute su exchange è molto semplice.

  • Aprire un conto su CoinBase, che rimane la nostra primissima scelta quando si parla di investimenti in criptovalute senza passare dai broker CFD.

Iscriversi non porta via che pochissimi minuti. Si conferma la mail, si confermano i dati personali e si è pronti per comprare criptovalute colpite dal crollo.

  • Piazzare un ordine con CoinBase

Una volta entrati in Coinbase e verificate le nostre generalità sarà possibile procedere all’acquisto di tutte le criptovalute quotate. Basta cliccare su “acquista criptovalute” per trovarsi davanti la schermata che alleghiamo.

Rimane comunque impossibile con questo tipo di strumenti procedere con una vendita allo scoperto, motivo per il quale, chi volesse approfittare di eventuali trend negativi, dovrebbe scegliere un altro tipo di strumenti, che andremo comunque a presentare tra pochissimo.

CoinBase ordine crollo criptovalute
Piazzare un ordine con Coinbase è semplice e immediato

Caso 2: trading criptovalute CFD

I broker di criptovalute in CFD sono oggi una delle migliori alternative che abbiamo per fare trading sulle criptovalute, anche e soprattutto quando ci sono crolli importanti del mercato.

Ci sono tantissimi broker CFD che permettono di investire in borsa su tutte le principali criptovalute e grazie agli strumenti che offrono sono una delle scelte ideali per approfittare dei momenti di maggiore volatilità perché:

  • Sono ad accesso rapidissimo: bastano davvero pochi minuti per iniziare a fare trading con questo tipo di broker;
  • Offrono strumenti avanzatiFP Markets propone MetaTrader per fare trading su questi specifici prodotti, ma anche le altre piattaforme che vengono in genere proposte sono di altissimo livello;
  • Costi molto bassi e comunque più bassi di quelli praticati anche dai migliori exchange.

Per fare un esempio di come sfruttare questo tipo di broker per fare trading nei momenti di crollo delle criptovalute, passeremo ad un’analisi dettagliata di un ordine di esempio piazzato con eToro (qui per il sito ufficiale).

Il conto rimane gratuito per sempre e potrà essere utilizzato per qualunque tipo di operazione con capitale virtuale: nello specifico sono 100.000 USD di capitale virtuale da utilizzare per capire come funziona la piattaforma.

  • Andiamo su Mercati>Cripto>BTC per trovare Bitcoin.

In alternativa su questo broker possiamo trovare altre 15 criptovalute.

  • Impostiamo l’ordine

Se crediamo che Bitcoin continuerà nel crollo di prezzo, puntiamo allo scoperto scegliendo Vendi, anche se non ne abbiamo in cassa. Se invece crediamo che ci sarà un rimbalzo, allora potremo muoverci con un acquisto diretto.

Crollo Bitcoin eToro strategie
Con eToro è semplice e immediato intervenire anche nei momenti di crisi acuta

Nel caso lo ritenessimo necessario e/o vantaggioso, potremo scegliere anche di operare leva finanziaria, che secondo le attuali normative ESMA è fissata ad un massimo di 2x per le criptovalute.

Crolli criptovalute più importanti dal 2016 ad oggi

Il crollo più importante delle criptovalute è senza dubbio quello di fine 2018, quando Bitcoin ha perso oltre 100 miliardi di dollari di capitalizzazione, trascinando con sé il grosso del settore, soprattutto per quanto concerne il mondo delle criptovalute cosiddette sviluppate.

Il crollo del 2018 passerà alla storia come l’esplosione di una fenomenale bolla, dopo che tutte le criptovalute, ancora una volta guidate da Bitcoin, avevano corso per mesi, battendo ogni record di valore.

Non è stata questa la prima volta che le criptovalute avevano subito una fortissima battuta d’arresto. In realtà infatti el correzioni maggiori del 30% sono state relativamente frequenti e si sono registrate nel corso di tutto il 2017. Da quel punto in poi, ovvero dall’esplosione della bolla del 2018, non abbiamo più assistito a grossi crolli delle criptovalute, che sono rimaste relativamente stabili.

Questo vuol dire che non ci saranno più crolli in futuro? Assolutamente no: sono tanti, anche tra notevoli premi Nobel per l’economia, a ritenere l’intero mondo delle criptovalute come un mondo che è una bolla in quanto tale. Da Stiglitz a Sargent, passando per Deaton, Hart, Greenspan, Wellink: sono in molti i mostri sacri dell’economia classica e pensare che un giorno arriverà il crollo definitivo. E che di Bitcoin & co. non rimarranno che i rottami.

Noi non sposiamo questo modo di vedere le criptovalute, che invece hanno dimostrato, crolli compresi, di avere una loro dignità assoluta in termini di asset finanziario e che probabilmente continueranno a rimanere una presenza fissa nei principali listini.

Considerazioni finali

I crolli delle criptovalute possono essere sfruttati in modo positivo da parte di chi investe. Questo tipo di prodotti è molto volatile e apre dunque a tutta una serie di possibilità di investimento di primissima fascia e primissimo rischio, con profitti potenziali anche questi molto importanti.

Non possiamo che fornire ai nostri lettori un’indicazione sugli strumenti che possono essere utilizzati in questo senso per sfruttare eventuali crolli, sperando al contempo che le criptovalute vivano una fase di normalizzazione e possano diventare a tutti gli effetti un’alternativa alle valute tradizionali.

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