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IPO

IPO sta per Initial Public Offering, ovvero offerta pubblica iniziale ed è la procedura tramite la quale una società offre per la prima volta le sue azioni al pubblico, tipicamente in seguito a prima quotazione.

Si tratta di una procedura relativamente complessa, che interessa e affascina però gli investitori – per grandi o piccoli che siano – perché potenzialmente potrebbe appunto essere foriera di importanti guadagni.

Nella guida di oggi cercheremo di comprendere quale sia il significato di IPO, perché si tratta di una procedura così importante e perché dovrebbe interessare gli investitori.

Cercheremo di capire anche come investire in IPO e come eventualmente cercare di sfruttare questo tipo di processi per far crescere il nostro capitale.

Offerta pubblica iniziale – principali caratteristiche:

IPO cos’è:Acronimo inglese di “Initial Public Offering
Truffa:No🟢 – ma esistono anche episodi di truffa
🤔Conviene investire:Dipende dal prezzo iniziale e Hype del progetto – analisi tecnica e fondamentale consigliata
Come iniziare:Apertura conto su broker leader come Trade.com o eToro, piattaforme abilitate all’investimento in IPO
💰Quanto serve:Si può iniziare con un investimento di piccole somme
🥇Top piattaforma:eToro Trading OnlineScore: ⭐⭐⭐⭐⭐
Introduzione all’offerta pubblica iniziale

Cos’è un IPO: significato

La IPO è l’offerta pubblica di acquisto di azioni fino a quel momento, private, ovvero in possesso di un ristretto numero di persone e non scambiabili sui mercati regolamentati.

Nella lingua inglese, dove le compagnie si distinguono in “private“, quando sono appunto private nel senso di non quotate sui mercati, e “public“, quanto sono invece quotate sui mercati regolamentati e tutti hanno potenzialmente accesso alle loro azioni, questa distinzione è più facile da comprendere.

Guida completa alle IPO
L’IPO di Facebook è stata una delle più importanti degli ultimi anni

In Italia, dove tutte le società per azioni sono appunto S.p.A, questa distinzione può essere più difficile da comprendere. Tipicamente una società che affronta una IPO è una società che sta per quotarsi su un mercato regolamentato, che si tratti di Piazza Affari per le imprese italiane, del NYSE di New York, del NASDAQ o di altri tipi di borse.

Vale la pena di ricordare che sotto il nome di IPO, almeno secondo la disciplina italiana, finiscono in realtà diverse procedure, che possono avere lo stesso esito ma che al tempo stesso seguono percorsi molto diversi.

  • OPS: ovvero l’offerta pubblica di sottoscrizione, quando si acquistano azioni di nuova emissione per mezzo di sottoscrizione;
  • OPV: ovvero l’offerta pubblica di vendita, dove vengono vendute azioni che sono già esistenti e nelle mani della proprietà aziendale o dell’azienda stessa;
  • OPVS: una forma ibrida che propone sia azioni in vendita sia azioni di nuova emissione.

I tre diversi approcci non hanno fanno molta differenza per chi si approccia a questo tipo di operazioni in qualità di investitore.

Perchè è importante l’Offerta Pubblica Iniziale

Le IPO sono estremamente importanti per le società che le affrontano, dato che appunto possono ottenere benefici importanti a livello finanziario, fiscale (almeno in Italia) e anche organizzativo.

C’é poi anche l’importanza che questo tipo di operazioni rivestono per gli investitori, che hanno sicuramente la possibilità di mettere finalmente le mani su società che, fino a quel momento, erano private, nel senso di essere appunto non quotate e non accessibili tramite investimento finanziario.

Perché le società decidono di quotarsi e di farlo tramite IPO?

Le IPO permettono alle società di ridurre il debito e finanziarsi a “costo zero

Le IPO e le quotazioni in borsa sono, per una società, una possibilità straordinaria per ridurre il debito, raccogliere comunque capitali sul mercato e di conseguenza avere comunque liquidità, ma a costi molto inferiori.

Certo, questo comporta la perdita del controllo totale sulla società e su parte dei suoi futuri profitti, ma il gioco, nel grosso dei casi, vale la candela.

Le IPO permettono l’ingresso di nuovi soci

Che può permettere alla società di ristrutturarsi in modo più efficiente e diventando maggiormente pronti ad affrontare le sfide del futuro, soprattutto quando fanno ingresso all’interno del capitale i cosiddetti investitori istituzionali

Per chi invece investe nelle IPO, il guadagno potenziale sta nell’acquistare quote di una società che ha un valore maggiore, per il mercato futuro, rispetto a quello fissato dalla IPO.

Il NASDAQ oggi è la borsa delle IPO più importanti

Si sta giocando, per intenderci, a battere la previsione di chi ha curato la quotazione e ha fissato il prezzo. Noi contro chi fa questo di professione, cosa che non è agile tanto quanto vorrebbero farla apparire coloro i quali invitano a puntare su questa o quell’altra IPO.

Dobbiamo dunque necessariamente andare a sottolineare un fatto: investire in IPO non è sempre facile, non è sempre redditizio ed è altamente rischioso. Motivo per il quale, prima di investire anche soltanto 1 euro in questo tipo di operazioni, testarne qualcuna, magari con conto demo trading gratuito.

Come investire in IPO

Si possono seguire tre diverse strade per investire nelle IPO, che presuppongono tutte e tre l’utilizzo di un intermediario. Intermediario che non solo deve consentirci accesso alla borsa, ma che deve essere anche in grado di farci acquistare azioni o nella fase di pre-proposta, oppure non appena siano disponibili sul mercato.

Più avanti vedremo quali sono i broker che ci permettono di andare ad investire su questo tipo specifico di strumenti, tenendo sempre conto del fatto che anche tramite le banche possiamo andare ad investire in IPO.

Con un piccolo problema: tendenzialmente le IPO più interessanti sono appunto quelle che avvengono sui mercati USA, dove si quotano le vere aziende che oggi hanno un enorme valore.

Tramite le banche italiane ed europee diventa relativamente difficile andare ad investire su questo tipo di mercato e anche quando sia disponibile una strumentazione del genere, dovremo purtroppo sborsare delle cifre molto alte a livello di commissioni.

Investire in IPO rimane comunque assolutamente identico all’investimento in azioni, perché appunto di azioni stiamo parlando e azioni stiamo andando ad acquistare.

L’ideale è quello di, dunque, intervenire sulla IPO ad un prezzo più basso di quello che sarà il prezzo dell’azione in un tot di tempo. Proprio come faremmo con le azioni. In chiusura ricorderemo però anche un adagio di Warren Buffett, da sempre molto scettico sulle IPO e soprattutto sulle aziende appena quotate.

Dove investire in IPO

Sono tre i broker che permettono, tra quelli che riteniamo vantaggiosi per i nostri lettori, di investire in IPO. Nello specifico abbiamo scelto eToro (qui per il suo sito ufficiale), poi Trade.com (che dedica alle IPO un’intera sezione).

Abbiamo inserito nella nostra lista di broker consigliati per investire nelle IPO anche FP Markets (qui per testarlo in demo), che talvolta offre la possibilità di investire in questo tipo di operazioni.

eToro

eToro è un broker da sempre molto attento alle IPO e che spesso inserire i titoli di queste aziende subito dopo la loro prima quotazione. Non permette dunque di agire direttamente in fase di proposta, ma comunque offre accesso, laddove l’azienda che viene quotata dovesse essere appunto rilevante, alla negoziazione delle azioni non appena queste saranno state quotate. eToro (che qui si può testare in demo gratis) rimane un broker di eccellente qualità e uno dei migliori per investire in generale in azioni.

Il fatto che sia particolarmente attento a quanto viene offerto a livello di IPO è un ulteriore punto a favore di un broker che abbiamo già ampiamente commentato sulle nostre pagine. Qui si trova la nostra recensione di eToro, tramite la quale sarà possibile individuare le funzionalità di questo broker e anche capire come piazzare ordini.

Trade.com

Trade.com ha una sezione specifica dedicata alle IPO ed è il miglior broker per puntare su questo tipo di situazioni. Nel momento in cui scriviamo ne sono presenti circa 20, di cui molte delle quali tra le più importanti per l’anno in corso.

Trade.com (che qui si può testare in demo) non offre ovviamente soltanto questo. Si tratta pur sempre di un broker, a prescindere dalle IPO, molto completo e che può offrire accesso ai mercati tramite CFD (con più di 2.100 titoli a disposizione) e anche in accesso DMA, ovvero con l’acquisto diretto di titoli.

Un broker di qualità eccellente che permette davvero a tutti di investire sulle principali IPO attualmente in tendenza a livello mondiale. Qui c’è la nostra recensione di Trade.com, nella quale sono presenti tutti i dettagli che riguardano nello specifico questo broker, le sue operazioni e l’apertura del conto.

FP Markets

FP Markets è un broker molto attento al settore azionario e conta nel momento in cui scriviamo oltre 11.000 titoli su questo mercato. È anche uno di quelli che offre in genere azioni che si sono appena quotate e sebbene non sia ancora possibile, tramite questo broker, il pre-acquisto, possiamo comunque fare trading non appena Lea zioni saranno quotate sul mercato di riferimento. Si può testare FP Markets in demo, per valutare in autonomia se sia o meno un broker che può fare al caso nostro.

Qui invece si trova la nostra recensione di FP Markets, che invitiamo tutti a consultare per avere contezza di quello che questo broker ha effettivamente da mettere a disposizione di chi investe.

Lista Migliori IPO in questo momento

Nonostante la crisi globale dovuta al COVID, il 2021 e soprattutto il 2022 saranno ricche di IPO interessanti. Qui citiamo le principali, che dovrebbero essere inserite nei radar di chiunque voglia fare seriamente trading in questo settore.

  • Stripe: sistema per la ricezione di pagamenti con POS fisico o virtuale, diffusissimo anche in Italia;
  • Revolut: servizi fintech per consumer, con un gruppo che è anche questo molto attivo anche nel nostro Paese;
  • Epic Games: l’azienda che pubblica Fortnite e tanti altri videogiochi di successo, ai ferri corti con Google e Apple, ma molto popolare tra i videogiocatori;
  • Wish: il marketplace che vorrebbe fare concorrenza ad Alibaba e Amazon e che oggi è utilizzassimo soprattutto per acquistare merci dalla Cina.

Queste sono soltanto quattro delle tante IPO che sono comunque previste per il 2020, anno orribile per le borse, ma che potrebbe, con un colpo di coda, offrire comunque spazi interessanti per chi vuole fare investimenti oculati.

Offerta Pubblica Iniziale: le fasi chiave

Una IPO è un’operazione molto complicata, che segue un iter altrettanto complicato, che vede spesso e volentieri anche la partecipazione da parte di soggetti terzi ,come le banche d’affari.

IPO warren buffett
Warren Buffett è tra coloro i quali non preferiscono investire in IPO

Cercheremo di offrire ai nostri lettori un sunto per quanto possibile completo delle fasi chiave di ogni IPO, anche per capire come si sviluppano in genere questo tipo di offerte e come intervenire in qualità di investitori.

Le fasi per la formazione del prezzo

Per la formazione del prezzo si possono seguire principalmente 3 vie.

  • Book building

Si raccolgono le richieste degli investitori istituzionali, che poi vengono allineate per prezzo e per quantità richiesta. Una volta raccolte le offerte degli investitori istituzionali, si è in grado di creare una forbice di prezzo, che può essere inoltre modificata in caso di sopravvenute modifiche delle condizioni di mercato.

Il book building oggi è la tipologia di attribuzione del prezzo maggiormente utilizzata al mondo, anche nel nostro Paese. Non è però, come avremo modo di vedere tra poco, l’unica che abbiamo a disposizione.

  • Asta

Un’asta classica in stile obbligazioni, che vede anche qui partecipare per via preferenziale gli investitori istituzionali, che poi talvolta agiscono anche da rivenditori dei titoli appena emessi.

  • Prezzo fisso

Che viene appunto fissato dalla banca e dai consulenti che stanno seguendo la quotazione in Borsa del gruppo. È la modalità più rischiosa, almeno per chi investe, perché non è raro, come vedremo tra pochissimo, che gli “esperti” prendano una cantonata, tendenzialmente sovrapprezzando il titolo per far contenta la proprietà.

IPO: attenzione alla valutazione

La fase di valutazione delle IPO deve essere sempre seguita molto da vicino, possibilmente cercando di seguire anche i processi mentali che avrebbero potuto portare alla scelta di un determinato prezzo.

Questo perché durante una IPO stiamo fondamentalmente giocando sia contro il mercato, sia contro chi sta fissando il prezzo. Che mai come durante le IPO può essere completamente discostato dalla realtà e da quella che sarà la risposta effettiva dei mercati una volta che le contrattazioni saranno effettivamente aperti.

Le fasi per la collocazione in borsa

Le fasi della collocazione sono relativamente più complesse, e sicuramente di interesse maggiormente scarso per chi vuole fare trading su questo tipo di attività. Si parte, dopo che il management dell’azienda ha deciso per la quotazione in borsa, di partire con quella che è l’individuazione dell’intermediario che si preoccuperà di tutte le fasi tecniche della quotazione stessa.

È l’intermediario a doversi occupare dei rapporti con gli investitori istituzionali, sempre più importanti in un’era dove si procede ormai quasi sempre, per la quotazione delle azioni da immettere sul mercato, con il sistema sopracitato di book building.

L’IPO poi, almeno limitatamente all’Italia, viene collocata tramite il ricorso al sindacato di collocamento, che viene composto dall’underwriter, e da altri lead manager. L’onere per il sindacato è quello di andare a collocare sul mercato tutte le azioni di nuova emissione o quelle già presenti che devono essere vendute.

La fase più difficile da gestire rimane comunque quella dell’individuazione del prezzo di vendita del titolo. Fase che può comportare da un lato per l’azienda una raccolta inferiore rispetto al valore di mercato dell’azienda che va a quotarsi. Dall’altro lato il rischio può essere quello di individuare un prezzo troppo alto rispetto a quello che stabiliscono i mercati, con la conseguenza maggiore che è senza dubbio quella di avere poi enorme difficoltà a collocare i titoli.

Si passa poi, finalmente, alla quotazione in borsa, che è la fase che deve maggiormente interessare chi investe nelle IPO: una volta arrivata sul mercato l’azione è liberamente scambiabile e saranno appunto gli investitori di tutto il mondo, anche quelli di piccole dimensioni, a far muoverne il prezzo.

La situazione più tipica che si è registrata con tutte le principali IPO degli ultimi anni è quella di performance particolarmente scadenti almeno per le prime settimane di trading del titolo. Titolo che poi però può recuperare e, nel giro di poco tempo, anche raggiungere livelli di prezzo che sembravano inimmaginabili per chi si è occupato della quotazione della IPO.

Poco male, almeno per chi ha deciso di investire tramite CFD: già dalle primissime fasi diventa possibile infatti investire allo scoperto e dunque puntare sul ribasso del titolo.

Una soluzione che ha garantito a moltissimi di ottenere dei discreti profitti anche durante il lancio di imprese molto importanti, come è successo recentemente con Facebook. Invertito il trend classico post-prima quotazione, si può tornare anche a fare trading con investimenti classici al rialzo.

Leggi anche: Come investire in borsa online

Considerazioni finali

Le IPO possono essere una buona opportunità di investimento, nella misura in cui siamo in grado di prezzare in modo maggiormente corretto il valore delle azioni appena quotate, rispetto al prezzo fissato da chi ha organizzato la IPO.

Questo non è quasi mai facile: in realtà le IPO attraversano, come abbiamo visto nel corso della nostra guida di oggi, una serie di passaggi complessi, dove sono coinvolti esperti e banche d’affari.

Certo è che ci sono stati casi in cui il prezzo di IPO si è molto discostato da quello appunto al quale l’azione qappena quotata si è poi stabilizzata sul mercato.

Le opportunità ci sono sicuramente: tuttavia è sempre bene ricordare che le fasi subito successive alla prima quotazione di un titolo sono sempre particolarmente concitate, con volatilità accentuata e con volumi di scambi in genere importanti.

Potremo dunque investire, a patto di farlo però con il massimo della prudenza e tenendo sempre conto del fatto che stiamo puntando su operazioni decisamente rischiose.

Citando Warren Buffett, che pur è fonte decisamente autorevole nel settore, IPO è spesso acronimo di “It’s probably overvalued“, ovvero “è probabilmente sopravvalutata“.

FAQ – IPO: Domande e risposte frequenti sull’offerta pubblica iniziale

Che cos’è una IPO?

È l’offerta pubblica di azioni di una società in via di quotazione. È la prima procedura tramite la quale una società può farsi quotare in borsa.

Si può investire sulle IPO?

, anche se oggi il grosso degli investitori preferisce attendere che il titolo arrivi davvero sul mercato, per scambiarlo poi come un’azione classica.

Come investire sulle IPO?

Si può investire sulle IPO sia tramite broker bancari che tramite broker CFD. In molti non acquistano più in pre-acquisto, ma preferiscono attendere che il titolo sia negoziabile sui mercati.

Conviene investire sulle IPO?

Un’azienda neo-quotata rappresenta sempre una certa percentuale di rischio, che deve essere assolutamente considerata prima di investire. I rendimenti sono però altrettanto alti, almeno potenzialmente.

Quali sono le migliori IPO del 2020?

Sicuramente Revolut, Epic Games e anche Wish. Sono le tre più attese di questo anno, date le difficoltà di Airbnb, che pur doveva quotarsi durante questo anno.

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