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Crollo Borsa: Cosa fare quando le borse crollano?

Le borse sono volatili e possono essere soggette a crolli, anche improvvisi: questo non è frutto di un’analisi del funzionamento della borsa, ma piuttosto quello che si può desumere da quello che è avvenuto, a più riprese, nel corso della storia di questa istituzione finanziaria.

Il crollo delle borse non deve necessariamente significare, però, il disastro per chi vuole investire in borsa. Perché oggi, grazie a strumenti che sono alla portata di tutti, il crollo di Borsa può essere anche volto a proprio favore.

Non intratterremo i nostri lettori con la solita cantilena sugli speculatori di borsa, che pur abbiamo dimostrato in altro luogo come mendace. Ci occuperemo di capire come riconoscere un crollo di borsa, come tutelarci nel caso in cui dovessimo avere già dei capitali investiti e come intervenire sul mercato nel caso in cui volessimo sfruttare la situazione.

Crollo Borse significato

Si ha un crollo di borsa quando tutti i titoli (e tutte o quasi le borse mondiali) subiscono delle fortissime perdite, in una o più sedute.

Definire un crollo di borsa non è semplice: non esistono delle definizioni univoche anche se possiamo comunque ricostruire, separando quanto raccontato dai giornali (spesso troppo sensazionalistici) da quanto invece credono i veri esperti del mercato.

Crollo di borsa guida
La crisi del ’29 rimane la più evocativa della storia delle borse

Anche quanto abbiamo affermato in apertura purtroppo non può raccontare l’intera storia e sarà necessario fare qualche altra precisazione.

  • Fortissime perdite

Definire il valore numerico di una “fortissima perdita” è anche qui scienza per gli stregoni. Tendenzialmente, fatta eccezione per pochissimi titoli, in un crollo di borsa autentico il segno meno viene accompagnato da diversi punti percentuali. La perdita, per intenderci, è sostanziale.

Un conto quando un indice di borsa perde il 2% per qualche notizia di carattere macroeconomico, un conto è quando si arriva in doppia cifra, per notizie che possono estendere le proprie conseguenze anche su di un periodo particolarmente lungo.

  • Effetto a catena internazionale

Soprattutto nel mondo moderno, con capitali interconnessi lungo tutto il globo, le crisi in genere si scatenano in un luogo per trasferirsi immediatamente negli altri. Quando si parla di crollo di borsa, oggi come non mai, si parla di un crollo di borsa in genere molto generalizzato.

  • Innesco di un evento catastrofico importante

Che si tratti di un grosso evento naturale, come un’epidemia (è il caso della crisi del 2020) oppure del fallimento di diversi (e importantissimi) agenti del sistema economico internazionale. Tendenzialmente c’è la miccia che fa saltare in aria le borse di tutto il mondo, anche se questa è spesso individuabile soltanto con il senno di poi.

Con questi tre criteri si vanno ad identificare tutte le principali crisi di borsa della storia della finanza. Che andremo ad analizzare una per una nel prossimo paragrafo.

Crolli storici di borsa: le crisi più grandi della storia

I tre eventi maggiori nella storia delle borse internazionali che possono essere considerati delle crisi, dei crolli epocali, sono tre, tra quelli più citati. Parliamo ovviamente del ’29, del 2008 e del 2020.

Anche se in realtà va sottolineato il fatto che siano state negli anni tantissime le crisi di borsa importanti. Noi, nella nostra lista, abbiamo deciso di inserirne due in più, non soltanto per la proporzione del crollo in quanto tale, ma perché hanno prodotto effetti a grande distanza e – almeno a nostro modo di vedere le cose – hanno esteso i loro effetti per gli anni successivi.

Crisi del ’29

Passata alla storia come la Grande Depressione, cominciò con un crollo da brividi il 24 Ottobre del 1929, l’ormai celeberrimo giovedì nero. Un crollo, soltanto per il primo giorno, di 50 punti percentuali sulla principale borsa del tempo, il New York Stock Exchange.

Le cause sono assolutamente ancora da determinare e probabilmente ce ne sono state diverse. C’è chi punta alla speculazione – ipotesi quantomeno bizzarra – e chi più ragionevolmente indica in una delle tante bolle della storia la causa principale.

C’è da dire che la crisi infatti arrivò al termine di una crescita del 110% circa su soli 2 anni della Borsa di New York. Viene ricordata vividamente anche perché fu forse la prima crisi di borsa a ripercuotere i suoi effetti sulla cosiddetta economia reale.

Crisi dell’87

Del crollo dell’87 si parla troppo poco e troppo di rado. In un solo giorno, il 19 Ottobre 1987, il cosiddetto Black Monday, le borse americane persero la bellezza del 20% nei loro indici principali.

La crisi dell’87 dovrebbe essere ricordata perché innescò un trend ribassista che il mondo si portò per anni, concludendo quelli che per la finanza erano stati i magici anni ’80.

Crisi del ’91

La famosissima bolla giapponese, che ha innescato una fase di recessione e deflazione in Giappone che si è protratta per oltre 20 anni.

Nel ’91 le borse giapponesi uscivano da un decennio di dominio assoluto e totale a livello mondiale, con prezzi gonfiatissimi da bolle di investimento. La crisi continuerà a produrre i suoi effetti anche con la crisi asiatica del 1997.

Crisi del 2008

Il crollo di borsa del 2008 dovrebbe essere piuttosto vivido nella mente di tutti coloro che ci leggono.

È una crisi relativamente recente e che ha inaugurato un decennio di crescita al lumicino per il grosso delle economie sviluppate.

Tutto parte in America, con la crisi dei mutui subprime e il conseguente fallimento a catena di moltissime (e importantissime) istituzioni private finanziarie americane.

Lehman Brothers
La crisi del 2008 si è portata via molte istituzioni finanziarie private, tra cui la celebre Lehman Brothers

Nel mondo della globalizzazione gli effetti diventano a catena in pochi giorni. Saltano banche una dopo l’altra anche in Europa, l’Islanda corre dall’IMF per ottenere un prestito, pena la bancarotta della repubblica isolana. Una situazione anche questa che è stata in grado, come crollo, di produrre i suoi effetti anche sul lungo periodo.

Crisi del 2020

È una crisi ancora in corso, sebbene si sia già intervenuto pesantemente a livello monetario. Questa volta ad innescare la crisi un evento insolito e imprevedibile, ovvero una crisi pandemica, con l’arresto quasi totale, anche se a singhiozzo, delle attività economiche internazionali e nazionali.

Nonostante il pronto intervento delle maggiori banche centrali e il solito ricorso al proverbiale helicopter money, ovvero a soldi a pioggia, regalati un po’ a chiunque, la situazione è ancora particolarmente imprevedibile, con tutti i bilanci nazionali che hanno assorbito un debito mostruoso.

Situazioni particolarmente critiche quella dell’Italia e degli altri paesi con conti già non esattamente a posto già prima dell’inizio della crisi, e soprattutto con una grossa difficoltà di crescita negli ultimi 10 anni.

Come riconoscere una crisi di borsa

Abbiamo già fissato gli elementi che ci aiutano a individuare una crisi. Abbiamo deciso di approfondire ulteriormente l’argomento perché ora quello che ci interesserà è individuare una crisi di borsa a livello tecnico.

Le crisi di borsa sono accompagnate da diversi eventi, mentre si stanno dipanando.

  • Panic sell

Ovvero vendite dettate dal panico. Si tratta di un comportamento assolutamente naturale e assolutamente razionale dei mercati, checché ne dicano, ancora una volta, i giornali.

Siamo infatti davanti ad una situazione in cui, di fronte a crolli generalizzati, chiunque cerca di disfarsi delle proprie azioni, a qualunque prezzo, temendo di riuscire a venderle soltanto quando il prezzo avrà toccato il fondo.

È ovviamente una situazione non assolutamente idilliaca, ma mediamente il comportamento giusto è quello di seguire la corrente e vendere, appena possibile. Anche se di questo parleremo maggiormente nella nostra sezione dedicata a cosa fare durante la crisi.

  • Volumi di scambio elevatissimi

I volumi di scambio durante le crisi aumentano fortemente e gli scambi possono cambiare di valore anche per grandi distanze nel giro di pochi minuti.

Chi investe a leva dovrebbe essere ancora più interessato a chiudere le proprie posizioni, perché appunto il rischio aumenta esponenzialmente.

  • Ribassi prolungati

I crolli di borsa difficilmente si fermano nel giro di poche sessioni. Possono esserci dei rimbalzi, come potremo vedere nella sezione successiva della nostra guida, ma non sono duraturi.

Studiare le precedenti crisi sui grafici dei broker può rendere particolarmente evidente questo aspetto, anche con un conto demo (E’ GRATIS) di eToro, che si può aprire gratuitamente e che offre grafici dettagliati almeno fino a 5 anni, permettendo di ripercorrere almeno quanto avvenuto durante l’ultima crisi.

Leggi anche: eToro recensione ed opinioni

Cosa fare durante la crisi

Di seguito passeremo a qualche consiglio di carattere operativo durante le crisi.

Serve comunque sempre, come ricordiamo in ogni nostra guida, armarsi di un buon broker – Trade.com può essere un’ottima scelta – che offra operatività sui principali mercati che sono oggetto della crisi.

Leggi anche: Trade.com, opinioni e recensioni

Come sfruttare la crisi di borsa a proprio favore

La vendita allo scoperto è il più importante degli strumenti che abbiamo a disposizione per sfruttare la crisi a nostro favore.

Non è però l’unico, e inseriremo almeno altri due consigli che possono essere utili per cercare di gestire momenti tanto complicati.

Che è disponibile con tutti i principali broker per fare trading di CFD – come è anche disponibile su IQ Option (qui per la demo gratis) – e che permette di guadagnare al contrario.

Ovvero di guadagnare quando determinati titoli sui quali abbiamo investito in realtà stanno perdendo valore.

Crisi 2020
Il 23 marzo si è toccato il punto più basso della crisi del 2020. Chi ha investito allo scoperto poco prima ha ottenuto guadagni impotantissimi

La vendita allo scoperto è uno strumento facilmente utilizzabile con i broker giusti ed è esattamente speculare all’investimento classico in azioni.

  • Attendere i rimbalzi

Ogni crisi è in genere costellata di rimbalzi. Perché oggi l’intervento dei governi e delle autorità internazionali ha il carattere della tempestività e perché le borse sono diventate sempre più umorali. Questo si traduce nella possibilità di rimbalzi, anche sul breve e anche importanti.

Sapendoli cogliere potremmo portare a casa dei buoni profitti, anche se, vale la pena di ricordarlo anche per sconfessare coloro i quali credono che fare soldi durante una crisi sia la cosa più facile del mondo. Guru da strapazzo che non hanno mai fatto guadagnare un centesimo a chi ne ha seguito le indicazioni.

  • Indice VIX

È l’indice che misura la volatilità dei mercati e ovviamente cresce a dismisura durante le fasi di crisi. È disponibile sulla nota piattaforma eToro e può essere inserito in portafoglio proprio come se fosse un indice classico che rappresenta gli andamenti di borsa.

Dove investire durante la crisi di borsa: consigli utili

Ci sono categorie di titoli che possono essere scelti durante un crollo di borsa per cercare di investire con profitto i propri capitali.

È stato sempre il termometro della crisi. Nel momento in cui c’è un forte momento di incertezza o di crisi piena per i mercati azionari, l’oro cresce di valore, essendo considerato un bene rifugio.

Investire nell’oro è una reazione praticamente automatica quando c’è crisi. Va fatto comunque con un buon tempismo, per evitare di fare il proprio ingresso sul mercato al picco del prezzo.

Da qualche tempo tende a comportarsi anch’esso come bene rifugio ed è indicato da moltissimi come possibilità concreta quando si materializza una crisi di borsa.

Siamo comunque davanti ad un asset di per sé molto volatile, anche in tempi tranquilli e quindi dovrebbe essere preso con le proverbiali pinze.

Bitcoin oggi è presente su tutti i principali broker – come anche Trade.com – e può essere trattato come un normalissimo investimento finanziario. Nell’ultima crisi che ci siamo trovati ad affrontare, Bitcoin ha confermato questo ruolo e ha contribuito a migliorare il portafogli di

Il Forex non risente delle crisi di borsa, o meglio, ne è completamente slegato. Sebbene ci saranno sicuramente dei cambiamenti nello scenario del mercato valutario, non è detto che siano tanto forti quanto quelli di borsa.

Il Forex continua per la sua strada: dovremo necessariamente incorporare le nuove notizie, ma non è detto che sia necessario abbandonare, di corsa, la nave.

Leggi anche: Come fare trading online

Come salvare risparmi ed investimenti dalla crisi

I momenti di crisi non sono per tutti. Al contrario di quello che raccontano sedicenti guru e esperti dell’ultim’ora, non è il momento ideale per tutti per fare investimenti.

  • Chi ha una bassa propensione al rischio

Dovrebbe tirare i remi in barca, possibilmente rifugiandosi in beni più tranquilli e al riparo dalla crisi, che abbiamo comunque indicato nella nostra guida.

  • Chi invece vuole rischiare

Potrebbe sicuramente fare una fortuna durante i momenti di crisi, a patto però di tenere conto del fatto che il rischio è speculare al potenziale guadagno.

Questo in via generale. Nel particolare chi ha accumulato risparmi prima di una crisi e magari ha cominciato ad investirli in borsa, avrà con ogni probabilità riportato delle perdite, magari avrà venduto durante un’ondata di panico e oggi si trova nell’incomprensione più assoluta e totale di quello che potrà essere il futuro.

Si può ripartire, se magari ci si è scottati, con una strategia decisamente meno rischiosa, scegliendo prodotti meno esposti all’ondeggiare dei mercati.

Sono prodotti molto semplici, che non hanno bisogno di grandi conoscenze di tipo finanziario e che rendono, soprattutto quando vincolati, dei tassi di interesse non nulli.

Unico rischio? Quello che l’inflazione torni a correre e che dunque quello che riceviamo come interesse dai conti deposito finisca per essere più basso dell’inflazione stessa.

  • Prodotti di risparmio postale

Un non senso, anche in momenti di crisi. I rendimenti sono vicini allo zero e con ogni probabilità con l’enorme immissione di liquidità sui mercati da parte di BCE e delle altre banche centrali, l’inflazione dovrà riprendere a correre, prima o poi.

Investire oggi nei prodotti di risparmio postale vuol dire andare ad investire in prodotti a rendimento reale negativo.

Anche qui vanno fatti degli enormi distinguo. Sono sicuramente dei prodotti sicuri quando hanno un rating eccellente, come tripla A. Ma in quel caso i rendimenti sono anche sotto zero, e vale il discorso che abbiamo fatto per il risparmio postale.

SI può rischiare di più, tenendo conto del fatto però che tante obbligazioni che oggi sono sotto la tripla A, con ogni probabilità vedranno il loro rating scendere velocemente, proprio per l’enorme debito pubblico che il grosso dei paesi ha oggi accumulato.

Considerazioni finali

Le crisi possono sicuramente essere una grande opportunità, ma è altrettanto vero che dobbiamo mettere innanzitutto al riparo i nostri capitali, prima di poter pensare di sfruttare una situazione del genere.

In questa guida abbiamo fornito tutti gli strumenti per muoversi nel modo corretto. Rimaniamo aperti a confronti e critiche, nella speranza che di crisi, almeno per il futuro prossimo, non dovremo più parlarne.

Crollo Borse: Domande frequenti

Si può guadagnare durante un crollo di borsa?

Sì, con la vendita allo scoperto e con i rimbalzi ci sono opportunità di guadagno anche durante i momenti di crisi.

Investire durante i crolli di borsa è rischioso?

Sì. Le crisi moltiplicano i rischi per chi investe, in quanto aumentano la volatilità insita nei mercati.

Su quali asset investire durante un crollo di borsa?

Lontano dalla borsa. Oro, Bitcoin e Forex sono i mercati scelti dai professionisti che vogliono disimpegnarsi dalle borse.

Con quali broker posso fare vendita allo scoperto?

Con tutti i broker CFD: eToro, IQ Option e Trade.com sono un ottimo punto di partenza in questo senso.

Ho perso molti soldi durante la crisi: come recuperare?

Impegnarsi a recuperare in breve moltiplica le possibilità di perdere il poco che è rimasto. Serve una strategia di medio e lungo periodo.

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