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Obbligazioni subordinate

Le obbligazioni subordinate sono una speciale categoria di obbligazioni corporate, ovvero quelle azioni che vengono emesse dalle aziende per finanziarsi direttamente sul mercato del credito.

Sono titoli maggiormente rischiosi delle obbligazioni classiche, per motivi che avremo modo di analizzare nel corso della nostra guida di oggi. In via generale, le obbligazioni junior – questo l’altro nome di questo tipo di titoli, sono obbligazioni che non dovrebbero essere destinate a chi non ha una alta propensione al rischio.

Perché appunto il rischio insito in questi strumenti è di parecchio più alto rispetto a quanto viene offerto dalle classiche obbligazioni aziendali – che sono già, in diversi casi, obbligazioni mediamente più rischiose di quelle statali.

MPS Obbligazioni Subordinate
Le obbligazioni subordinate sono tipiche del settore bancario

Capiremo insieme come, quando e perché può essere il caso di investire in obbligazioni subordinate, anche alla luce delle notizie di cronaca che continuano ad occupare giornali specializzati e non e che hanno riguardato il crack di piccoli – ma importanti – istituti bancari italiani.

Crack che erano stati anticipati dall’emissione di obbligazioni subordinate da parte dell’istituto, con rendimenti elevatissimi, che hanno comportato però, nella stragrande maggioranza dei casi, una perdita totale e assoluta per gli investitori.

Obbligazioni subordinate cosa sono

Le obbligazioni subordinate sono titoli di credito emessi da un’azienda, che vengono rimborsati con priorità più bassa rispetto alle obbligazioni standard.

Questa è come sempre la definizione scolastica, quella che si può trovare praticamente su ogni tipo di libro, di rivista o di approfondimento digitale sull’argomento. Una risposta che però, almeno a nostro modo di vedere le cose, non può essere soddisfacente per chi vuole effettivamente capire come funzionano le obbligazioni junior o subordinate.

Scomponiamo dunque il problema:

  1. Le obbligazioni subordinate sono delle obbligazioni

Sembrerà sicuramente lapalissiano ai nostri lettori quello che abbiamo affermato. Va comunque ribadito che comprando un’obbligazione di questo tipo stiamo prestando denaro all’emittente del titolo. E in cambio stiamo ricevendo degli interessi periodici, nonché la restituzione del capitale a fine rapporto.

  1. Le obbligazioni subordinate sono delle obbligazioni corporate

Ovvero delle obbligazioni che non vengono emesse dagli stati, come i BOT , i CCT e gli altri titoli del genere. Le obbligazioni corporate sono emesse dalle aziende, a determinate condizioni almeno in Italia.

  1. Le obbligazioni subordinate sono obbligazioni ad accesso non prioritario ai rimborsi

E questo è il punto che forse maggiormente dovrebbe interessare chi vuole investire nel mondo delle obbligazioni subordinate. Perché nel caso di fallimento dell’emittente, ovvero di chi ha preso i nostri soldi in prestito, chi ha obbligazioni subordinate verrà rimborsato con minore proprietà.

Cosa avviene quando una società fallisce? Si aprono le procedure concorsuali, i beni e gli attivi vengono messi all’asta e si ricava una somma con la quale rinfrancare i creditori.

I creditori che hanno in mano obbligazioni subordinate vengono rimborsati dopo tutti gli altri. Nella stragrande maggioranza delle procedure di fallimento, questo vuol dire non essere rimborsati mai.

Il primo dato che dovrebbe emergere da questa analisi iniziale, è che le obbligazioni subordinate non sono obbligazioni classiche e che non possono essere considerate sicure soltanto in virtù del nome che portano.

Questo è un “gioco” che purtroppo gli operatori e gli intermediari finanziari fanno spesso: obbligazioni evoca, come termine, sempre un certo grado di sicurezza, perché dopotutto sono gli strumenti che vengono utilizzati dalla notte dei tempi per gli investimenti sicuri.

Tuttavia va sottolineato che dentro questa categoria – e le obbligazioni subordinate ne sono un esempio chiaro – che dentro al contenitore delle obbligazioni si possono trovare anche titoli decisamente poco sicuri.

Obbligazioni subordinate rischi

Sì, come tutti gli investimenti, anche le obbligazioni subordinate sono rischiose. Siamo però abbastanza sicuri che non è questa la risposta secca che tutti si aspettavano.

Quello che ci interessa sapere in questo frangente è quanto sono rischiose le obbligazioni subordinate, perché appunto il rischi è insito, come abbiamo imparato sulle pagine di InvestimentiFinanziari.net in qualunque tipo di investimento.

  1. Le obbligazioni subordinate sono più rischiose delle omologhe non subordinate

Questo ovviamente a patto che le obbligazioni siano emesse dallo stesso ente. A contribuire infatti al rischio insito nelle obbligazioni subordinate non è soltanto il tipo di titolo, ma anche l’affidabilità dell’azienda che emette il titolo. In linea teorica, un’obbligazione standard di un’azienda sull’orlo del fallimento è meno sicura di una subordinata di un’azienda in salute.

  1. Le obbligazioni subordinate fanno parte di un gruppo di obbligazioni già a rischio

Perché checché se ne dica, le obbligazioni corporate sono mediamente molto più rischiose di quelle statali, almeno in linea di massima. È ovvio che investire in obbligazioni del gruppo Unicredit – per citare uno dei gruppi più famosi in Italia – sia più sicuro che investire in obbligazioni venezuelane.

In via generale però dobbiamo essere mediamente certi del fatto che quando esploriamo quanto viene offerto nel mondo delle obbligazioni corporate, siamo davanti a titoli mediamente rischiosi.

  1. I default accadono, anche più spesso di quello che crediamo

Siamo naturalmente portati a pensare che aziende di una certa dimensione non possano fallire. E invece questo è un evento. Il concetto però del too big to fail è stato ampiamente abusato in passato e smentito da fallimenti di enormi proporzioni.

Solo per rimanere in Italia, hanno portato i proverbiali libri in tribunale aziende – soprattutto bancarie – sul cui buono stato, in tempi non sospetti, erano in pochi a discutere.

  1. Quando avviene il default, i creditori subordinati prendono spesso zero

Nel caso dell’infausto evento di cui sopra, i creditori subordinati ricevono soddisfazione soltanto dopo tutti gli altri creditori. Il che, in una situazione di dissesto, vuol dire nel 99,9% dei casi non vedere più nulla. Non è detto che i creditori privilegiati riescano ad essere comunque soddisfatti, ma hanno comunque delle possibilità aggiuntive.

Quindi per rispondere alla domanda che ci eravamo posti, possiamo dire che sì, le obbligazioni subordinate sono rischiose e che non dovrebbero essere, in alcun modo, considerate come materiale da investimento per chi non vuole correre rischi.

  1. I rischi riguardano anche le cedole

Quello che in pochi dicono è che in realtà i rischi insiti nella scelta di alcuni tipi di obbligazioni subordinate riguardano anche la possibilità di ricevere le cedole che avremmo maturato.

Sì, perché in alcuni tipi queste obbligazioni è possibile, per l’emittente, sospendere anche il pagamento della cedola, al ricorrere di determinate condizioni. Non solo dunque il rischio c’è quando si tratta di riscuotere il capitale, ma c’è anche quando avviene, periodicamente, il pagamento degli interessi tramite cedola.

Tipi di obbligazione subordinata

Ci sono diversi tipi di obbligazioni subordinate, generalmente raggruppati per livello di rischio, indicato con il tier.

Analizzeremo uno per uno i prodotti di questo tipo, anche per capire che spesso, o meglio, quasi sempre, il rimborso condizionale del capitale versato è tecnicamente l’ultimo dei problemi.

Dall’ingresso dei regolamenti detti Basilea 3, le tipologie di obbligazioni subordinate si sono in realtà ridotte a 2, dalle 4 che erano precedentemente.

  • Obbligazioni subordinate tier 1

Sono le più rischiose. In questo caso infatti non solo si è remunerati per capitale soltanto dopo tutti gli altri creditori obbligazionari, ma ci si può vedere, al ricorrere di determinate condizioni, cancellare le cedole che ci spetterebbero.

  • Obbligazioni subordinate tier 2

Sono relativamente meno rischiose. In questo caso infatti hanno una durata prestabilita (al contrario delle tier 1) e le cedole possono essere sospese, ma non annullate.

Nelle 4 vecchie categorie, ovvero Tier 1, Upper Tier 2, Lower Tier 2 e Tier 3 oggi non si possono più emettere obbligazioni subordinate. Rimarranno però in vigore fino a estinzione. Vale il grado di rischio affermato poco sopra. Le Tier 1 sono le più rischiose, mentre le Tier 3 quelle meno rischiose.

Perché investire in obbligazioni subordinate

Ci sono comunque dei motivi che potrebbero portare anche piccoli risparmiatori a scegliere le obbligazioni subordinate per la composizione del proprio portafoglio.

Il primo motivo è quello ovviamente del tasso di interesse riconosciuto. Quando siamo in presenza di titoli maggiormente rischiosi, ovviamente si finisce per ottenere un tasso di interesse più alto.

Saremo sicuramente già adusi a questo specifico meccanismo: quando si sceglie un’obbligazione italiana rispetto ad un’obbligazione tedesca, la prima ci riconosce mediamente dei tassi di interesse più alti, segno del fatto che esiste, per i mercati, una maggiore rischiosità del titolo.

È d’altronde un fatto acclarato della finanza: i mercati vogliono più denaro se deve essere prestato a soggetti meno affidabili.

In questo caso siamo però costretti a segnalare il fatto che, nel caso in cui si volesse un titolo maggiormente rischioso e con una potenziale retribuzione alta, oggi i mercati offrono molte alternative, più facili da gestire e soprattutto da capire.

Il secondo motivo è quello della diversificazione: chi ha capitali molto importanti da gestire, preferisce ammortizzare il rischio e massimizzare il profitto scegliendo tra titoli molto diversi tra loro.

Anche in questo caso però val la pena di sottolineare che le alternative, anche nel campo delle obbligazioni ad alto rischio sono più che valide. E che dunque non si dovrebbe capire il motivo per il quale avventurarsi con prodotti molto complessi, dove spesso il trade-off rischio/retribuzione è svantaggioso per l’investitore.

Obbligazioni subordinate bancarie: il caso Italia

Le obbligazioni bancarie italiane sono state al centro, a partire dalla crisi del 2015, di gravi scandali e fallimenti, che hanno lasciato gli investitori letteralmente senza nulla di quanto avevano investito.

È stato questo uno dei motivi che hanno portato il grande pubblico a conoscere questo particolarissimo strumento, che ha saldamente occupato le prime pagine dei giornali.

La situazione in realtà è stata frutto non dello strumento in sé, ma di pessimi promotori finanziari, spesso pilotati dall’altro, e dalla gestione di alcune filiali in modo praticamente criminale.

Si tratta di una situazione che sicuramente ha fatto però emergere diversi tipi di considerazioni per quanto riguarda le obbligazioni subordinate:

  • Sono rischiose: ed è qualcosa di cui chiunque si è accorto dopo che migliaia di risparmiatori sono rimasti letteralmente sul lastrico;
  • Vengono spesso vendute senza adeguata informazione: motivo per il quale riteniamo che i controlli attuali non siano sufficienti. Certi prodotti, come appunto le obbligazioni subordinate, andrebbero forse controllate maggiormente almeno sul mercato retail;
  • Le banche possono fallire: un’eventualità in realtà ai tempi remota, ma che poi si è concretizzata con la serie di crolli di Tercas, CariChieti, MPS, Etruria.

Cambia nulla alla luce di questi eventi per quanto concerne le obbligazioni subordinate? Assolutamente no. Erano, sono e saranno strumenti molto rischiosi, di quelli che purtroppo non offrono alcun tipo di appiglio nel caso di problemi.

Chi emette obbligazioni subordinate?

Sono le banche ad emettere in genere obbligazioni subordinate. Questo perché questo particolare strumento può essere considerato non come titoli di debito, ma piuttosto in forma di capitale azionario e dunque utile per aumentare volumi di attività e per rispettare i canoni che oggi sono richiesti da Basilea.

Le obbligazioni subordinate sono inoltre utili a controbilanciare quanto costituisce rischio per la banca sotto forma di prestiti a terzi. Dato che appunto le obbligazioni subordinate possono essere considerate appieno come mezzi propri.

Questa situazione può essere interessante per chiarire un altro aspetto che riguarda le obbligazioni subordinate: non è assolutamente detto che una banca che emetta questo tipo di titoli si trovi in difficoltà.

Si tratta infatti di una componente pressoché necessaria per il corretto funzionamento oggi di un istituto di credito, nonché di qualcosa che è fondamentale per il rispetto di determinati criteri.

Oggi puoi trovare obbligazioni subordinate emesse dalle principali banche italiane, nonché da istituti anche di media taglia. Sui mercati puoi anche trovare delle obbligazioni subordinate di banche estere.

Perché NON investire in obbligazioni subordinate

Ci sono diversi motivi per rifiutare un investimento in obbligazioni subordinate.

  • Sono strumenti troppo complessi

Il loro funzionamento è assolutamente al di sopra delle necessità di comprensione di un piccolo risparmiatore.

Riteniamo che seguire questo tipo di prodotti e soprattutto cercare di comprendere i casi in cui possono essere sospese le cedole (o addirittura cancellate) è complesso e sicuramente al di fuori della portata di chi non si occupa di questi titoli professionalmente.

  • Il rischio è sempre alto

La situazione patrimoniale e di mercato degli istituti di credito italiani è quella che è. I rischi continuano ad esserci, sebbene la recente crisi abbia fatto smettere di parlare (anche di pensare) dei noti problemi di capitalizzazione, endemici al mercato bancario italiano.

  • Senza scadenza e difficili da valutare

Quando siamo davanti alle cosiddette Tier 1, che non hanno neanche una data di scadenza, prezzare il rischio è molto difficile.

C’è inoltre un’asimmetria informativa tutta a scapito dell’investitore / prestatore.

  • Difficilissimi da vendere

Vogliamo vendere le obbligazioni subordinate? In bocca al lupo. La liquidità delle obbligazioni corporate è già complicata di suo. Quando poi trattiamo titoli bollenti come le obbligazioni subordinate, il rischio è che rimangano in portafoglio molto più a lungo di quanto vorremmo.

  • Volatili

Non appena si affrontano momenti di crisi, magari anche che non coinvolgano direttamente l’emittente, le obbligazioni subordinate hanno sempre dimostrato la tendenza a crollare di prezzo.

Sono tutti motivi che rendono questo specifico strumento assolutamente non adatto ai piccoli e medi risparmiatori.

Oggi anche per chi volesse esporsi su un livello di rischio azionario, ci sono strumenti decisamente più adeguati, meno complessi da capire e da gestire.

Alternative alle obbligazioni subordinate per investire

Anche chi vuole investire con un certo rischio può trovare alternative valide alle subordinate.

Subordinate alternative
Anche nelle borse tradizionali si possono trovare buone alternative alle obbligazioni subordinate

Ci sono diverse alternative sui mercati oggi per chi vuole esporsi a rischi che magari non avranno cedole costanti, ma che possono regalare delle buone soddisfazioni, se utilizzate con cura:

Il mercato azionario presenta dei rischi importanti, ma è anche maggiormente lineare per chi vuole fare trading online.

  • Indici di Borsa o ETF: anche qui il rischio è di livello azionario, ma c’è la possibilità di diversificare l’investimento anche con un solo titolo in portafoglio.

Un’altra importantissima alternativa per chi è a caccia di rischi più alti degli investimenti classici che vengono riservati ai piccoli investitori.

Conclusioni sulle obbligazioni subordinate

Le obbligazioni subordinate sono uno strumento fondamentale per un gran numero di aziende, ma purtroppo un pessimo affare per i risparmiatori. Spesso sono state vendute senza spiegare a fondo il funzionamento di tali prodotti e soprattutto i rischi coinvolti.

Noi abbiamo cercato di fare la nostra parte a riguardo, indicando appunto le problematiche di questo tipo di investimento e le alternative possibili per impiegare il proprio capitale.

Senza farci spaventare dagli spauracchi del passato, è assolutamente necessario affrontare questo tipo di titolo con tutta la cautela possibile.

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