Gli Investimenti Finanziari a 360°.

Interesse semplice

L’interesse semplice è l’interesse che riceviamo (o paghiamo) come costo di un determinato capitale offerto in prestito.

Dovremmo ormai aver abituato i nostri lettori alle nostre introduzioni, quasi accademiche, e tutte comunque che necessitano di ulteriori approfondimenti per carpire il significato utile a chi investe.

Ci occupiamo dell’interesse semplice, ovvero l’interesse di base che viene ricevuto quando si investe in strumenti come il conto deposito o ancora le obbligazioni statali o corporate, e anche nei diversi prodotti che appartengono al risparmio postale.

Il tasso di interesse è pertanto fondamentale tanto per gli investimenti maggiormente speculativi, tanto per il risparmio a basso rischio. Impareremo anche a calcolarlo e ad utilizzarlo per misurare la convenienza dei diversi strumenti di investimento che potremmo avere a disposizione oggi sul mercato.

Ricordandoci anche che l’interesse è quanto finiamo per pagare quando siamo invece noi a richiedere dei soldi, come nel caso dei mutui, dei prestiti al consumo e anche delle carte di credito.

Capire come funziona l’interesse semplice e imparare anche a calcolarlo è dunque parte del bagaglio di chiunque voglia prendersi seriamente cura della propria situazione finanziaria.

Interesse semplice spiegazione

L’interesse semplice è quanto viene riconosciuto come ricompensa di un prestito. Potremmo trovare altre decine di spiegazioni di cosa sia l’interesse, talune anche particolarmente critiche di questo strumento, soprattutto in alcune scuole di pensiero economico.

Non ci interessa però nel corso di questa guida l’eventuale giustificazione morale del tasso di interesse, che pur ha tenuto impegnati legislatori, filosofi e banchieri per buona parte della storia dell’umanità.

La nostra guida completa all'interesse semplice
Le banche centrali sono l’attore più importante nel mondo degli interessi

Ci interessa avvicinarci alla questione da un punto di vista finanziario. Chi chiede capitali in prestito, che si tratti di uno Stato o di un’azienda (e in questo gruppo facciamo rientrare anche le banche), deve ovviamente offrire un qualche tipo di ricompensa a chi presterà il capitale stesso.

L’interesse è il motivo per il quale i risparmiatori e gli investitori prestano denaro alle istituzioni che lo richiedono. Senza uno stimolo, senza una ricompensa di questo tipo, nessuno si impegnerebbe a prestare – con i rischi che sono tra le altre cose insiti in ogni tipo di prestito – il proprio denaro.

Da consumatori siamo poi abituati a vedere il tasso di interesse applicato sulle somme che prendiamo a prestito: se abbiamo richiesto un mutuo, sappiamo che sarà accompagnato da un interesse fisso o variabile (e spesso non semplice). Se utilizziamo una carta di credito, finiamo per pagare un interesse mese per mese, e così via.

L’interesse semplice è inoltre temporale: viene calcolato in genere su base mensile, trimestrale, semestrale o annuale, con l’ultima dell’elenco che rimane la modalità più frequente.

Interesse semplice calcolo

Per calcolare l’interesse semplice abbiamo bisogno di conoscere il capitale totale, il tasso di interesse applicato e il tempo per il quale la somma viene prestata.

Questo perché l’interesse che il debitore deve pagare viene calcolato sull’interezza della somma e viene appunto espresso tramite il cosiddetto tasso di interesse, ovvero la percentuale di capitale che deve essere pagata come interesse per ogni anno di durata del prestito.

  • Capitale

È l’intera somma che è stata offerta in prestito. Nel caso di un mutuo è l’intera somma che la banca ci ha messo a disposizione. Nel caso di investimenti in obbligazioni è il valore complessivo del titolo stesso. Nel caso di un conto deposito è la somma che abbiamo depositato e vincolato.

  • Tasso di interesse

È espresso in percentuale. Chi ha provato a dare uno sguardo ai listini di obbligazioni si sarà sicuramente accorto del fatto che il titolo viene accompagnato da un numero in percentuale, ad esempio 4%. Questo è quanto viene riconosciuto annualmente sulla somma prestata. Se prestiamo 1.000 euro, l’interesse annuo sarà pertanto di 40 euro.

  • Tempo

Gli interessi vengono calcolati a seconda del tempo di durata del prestito. Se si investe su un obbligazione che dura un anno, gli interessi vengono calcolati appunto su un solo anno. Se si investe su un titolo che dura 2 anni, il tasso di interesse va calcolato lungo due anni, etc.

Interesse semplice carte
Chi utilizza carte di credito dovrebbe imparare a calcolare da solo l’interesse e a capire la differenza tra quello semplice e quello composto

Con questi fattori diventa comunque sempre possibile andare a calcolare, anche per conto nostro, il valore dell’interesse semplice che andremo ad ottenere. Tra pochissimo vedremo anche la formula per calcolare l’interesse semplice. Niente paura, basta una banalissima calcolatrice per calcolarla, anche per chi non ha grandissime capacità in campo matematico.

Interesse semplice formula specifica

Come abbiamo visto poco sopra, per calcolare l’interesse semplice basta essere in possesso delle tre variabili capitale, tempo e tasso di interesse.

La formula che viene utilizzata più di frequente è la seguente:

  • C x R X T

Dove C simboleggia il capitale totale che è stato prestato o investito, R il tasso di interesse espresso in centesimi (quindi 2% sarebbe 0,02, 5% 0,05 e così via) e T il tempo, nel caso generico un anno.

Quale sarebbe dunque il rendimento/interesse di un deposito di 10.000 euro, all’1,5% per un anno?

10.000 x 0,015 x 1 = 150 euro.

Differenza tra interesse semplice e composto

Ci sono enormi differenze tra l’interesse semplice e l’interesse composto. Il primo è frutto del banale calcolo che abbiamo visto poco sopra, e viene utilizzato per il calcolo di operazioni che prevedono una crescita dell’interesse lineare.

Nel secondo caso, quello dell’interesse composto (al quale abbiamo dedicato un’ulteriore guida di approfondimento), la crescita di questo interesse è invece esponenziale.

L’interesse composto è di interesse in quelle situazioni in cui appunto l’interesse che percepiamo periodicamente viene reinvestito in quota capitale e comincia dunque anch’esso a produrre gli stessi interessi.

I due casi emblematici sono quelli che seguono:

  • Prestito/investimento ad un anno con interesse semplice

È il caso di scuola, quello del prestito che prevede poi come pagamento un’unica soluzione, che si occupi anche di saldare gli interessi.

Cosa succederebbe però per un prestito/investimento che matura interessi annuali, che non vengono però che saldati dopo diversi anni di rapporto?

  • Prestito/investimento pluriennale con interesse composto

Succederebbe in questo caso, a meno che non ci sia il saldo annuale degli interessi, che gli stessi finirebbero in quota capitale, come se fossero a loro volta prestati.

Con un semplice calcolo sarebbe molto facile individuare la crescita esponenziale dell’interesse composto. Immaginiamo di aver prestato 1.000 euro (o investito in un conto deposito) al 2% di interesse annuo.

Dopo un anno avremo 1.000 euro e 20 euro di interessi maturati. Immaginiamo di non ritirare interessi e di inserirli in quota capitale. Per il secondo anno guadagneremo il 2% di 1.000 + 20 euro. E dunque 20,40 euro. Poco di più, dirà chi si preoccupa solo del breve.

Passiamo al terzo anno: 1.000 + 20 + 20,4 investiti al 2%: avremo guadagnato di interessi 20,808 euro, con un +0,404 rispetto all’anno precedente. Come dovrebbe essere chiaro a chi ha anche un’infarinatura superficiale di matematica, nel giro di pochi anni l’interesse composto esploderebbe letteralmente.

Le differenze sono dunque abissali e dovrebbero spingere qualunque tipo di debitore a capire che gli interessi non andrebbero mai fatti accumulare su più anni o su più fasi di esercizio.

Interesse semplice: Perchè è utile sapere come funziona

Tutti dovrebbero saper calcolare l’interesse semplice. Si tratta di uno strumento che è incorporato in qualunque tipo di investimento e anche in qualunque tipo di prestito.

Non saper calcolare questo tipo di interesse vuol dire essere incapaci da un lato di comparare gli strumenti finanziari che abbiamo a disposizione per investire, dall’altro di non capire quanto ci costerà in totale un prestito.

Le obbligazioni rimangono uno degli strumenti per i quali è fondamentale saper calcolare l’interesse semplice.

Interessi semplici
I tassi di interesse non sono fissi, ma si muovono spinti dalle forze del mercato

Perché tutti i rendimenti sono appunto interessi che vanno calcolati. Ovviamente la comparazione può essere effettuata anche tra i tassi di interesse, ma se volessimo calcolare quanto andremo a guadagnare, sarà il caso di imparare a calcolare l’interesse.

  • Conti deposito

Anche qui la retribuzione di chi investe è un interesse semplice. Pertanto siamo davanti ad un altro strumento la cui convenienza e i cui guadagni devono essere calcolati con la formula di cui sopra dell’interesse semplice.

Anche qui si può sicuramente paragonare un conto deposito all’altro partendo dai tassi di interesse, ma se volessimo avere contezza di quanto potremo effettivamente andare a guadagnare con il nostro investimento, sarà necessario applicare la formula di cui sopra.

  • Mutui

Il grosso degli italiani che vogliono acquistare una casa devono accendere un mutuo. Anche sul mutuo per l’appunto ci sono degli interessi da calcolare. Qui sarà l’unico modo per calcolare il costo effettivo del capitale che abbiamo preso in prestito.

  • Carte di credito

Il credito costa sempre. E piuttosto che fidarci del calcolo della banca, val sicuramente la pena imparare a calcolare l’interesse con la formula indicata in questa guida.

  • Prestiti in generale

Tutti i prestiti prevedono l’applicazione di un interesse. Questo vuol dire che dovremo essere abili a calcolarlo, ancora una volta per avere contezza del costo totale dell’operazione, una volta che avremo terminato di restituire tutto il capitale che ci hanno prestato.

Interesse semplice e tassi di interesse

Il tasso di interesse esprime l’interesse esigibile su di un capitale, in un determinato lasso temporale.

È espresso appunto tramite una grandezza percentuale, nella forma del 2%, 3%, 3,5% e così via. Ma cosa sta ad indicare questa specifica formula? Semplice: sta ad indicare la percentuale di capitale che diventerà appunto interesse da pagare.

Anche qui un esempio pratico può aiutare a dirimere la questione più di centinaia di libri scritti sull’argomento. Immaginiamo di aver investito in un conto deposito la somma di 10.000 euro, in modo vincolato. La banca che abbiamo scelto riconosce, per questo tipo di depositi, l’1,5% su base annua. Ovvero un tasso di interesse dell’1,5%.

Con questa grandezza percentuale potremo fare un semplicissimo calcolo: 10.000 * 0,015 per ottenere la somma che ci spetterà come interesse. In questo caso 150 euro.

Conclusioni

L’interesse semplice è uno dei mattoni fondamentali della costruzione finanziaria. Non intendevamo – e non lo abbiamo fatto – commentarne l’utilità (comunque elevatissima per il funzionamento dell’economia).

Abbiamo voluto analizzare in modo chiaro e trasparente il funzionamento e il calcolo di questo strumento, per offrire ai nostri lettori un’ulteriore arma per comprendere il mondo finanziario ed economico che li circonda.

Pensiamo di aver offerto tutto quanto ci sia bisogno di offrire quando si parla appunto di interessi. Con questa guida tutti diventeranno in grado di effettuare un calcolo, in realtà banale e di capire perché e come l’interesse riveste un ruolo così fondamentale per le economie moderne.

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